Matilde Celentano ci “emancipa”: gli scariolanti erano lepini: ci fa cittadini di Latina
18 Dicembre 2024Questa volta il sindaco di Latina, Matilde Celentano “mi ha fregato” . Non me lo aspettavo, io non risparmio quasi niente al sindaco, anzi. Ma davanti a quello che ha fatto sono rimasto spiazzato, messo all’angolo, ma piacevolmente.
Al sindaco, e quindi alla città, il maestro Urbano Colarossi dona una carriola a ricordo degli “scariolantti” che hanno scavato i canali della bonifica.
Sugli scariolanti si è scritto tanto citando la Romagna (e scariolanti romagnoli c’erano), il Veneto (e veneti c’erano anche se i più sono venuti dopo) e… e fermate.
Invece questa mattina il sindaco, con tanto di fascia, ha citato “gli scariolanti che venivano dai Lepini”. Il sindaco ha detto la verità ma ha rotto il muro, il muro della dimenticanza degli “autoctoni”, degli “indigeni”, degli uomini di questa terra di butteri. Loro, presero carriola, badile ci aggiunsero il sudore e “iniziarono l’impresa”. Vedete a noi lepini potete dirci tutto ma non che non abbiamo sempre lavorato, potete dirci tutto ma non che non siamo stati accoglienti.
Il sindaco ha rotto il tabù di quel dipinto di Duilio Cambellotti che si trova nella sala consiglio della Provincia nel palazzo del governo di Piazza della Libertà. Il quadro rappresenta l’uomo nuovo (i pionieri, i bonificatori, i combattenti) che cacciano i butteri lepini con le loro mandrie di vacche maremmane.
Ecco con una frase, felice, ha riportato a casa la gente di questo posto ma non per mandar via chi è arrivato, ma per farci stare anche chi c’è nato dai secoli dei secoli.
Grazie sindaco a nome di noi che ci chiamiamo Lidano da secoli e di questa terra conosciamo alluvione e sete, zanzare e cieli fantastici
E sarà contento anche il lepino nazionalista del consiglio comunale quel Cesare Bruni dalla Rocca (che per noi sta per Roccagorga) che ha parlato in lingua lepina in consiglio comunale, nella speranza che anche gli altri lo facciano in una città plurale.



…veramente io ho sempre saputo che gli “autoctoni” si sono sempre defilati dal lavorare alla bonifica di un territorio mortifero da sempre, se non lo sapevano loro, e ai polentoni che venivano a sbadilare e scariolare veniva detto di bere vino costantemente, che l’odore del vino di cui si imbeveva tutto, pelle, capelli e panni, teneva lontane le zanzare…eppure sono passati solo 90 anni, eh…