Latina, la storia di questa città merita di più
20 Dicembre 2024Latina 18 dicembre 2024, anche quest’anno, nei discorsi e nei comunicati ufficiali si continua a confondere la fondazione con l’inaugurazione della città. Sarà, come dicono in molti, che oramai la “vulgata” popolare identifica -sbagliando- inaugurazione con fondazione, tuttavia, che a perdurare nell’errore sia l’amministrazione comunale è grave; si dovrebbe portare esempio e magari iniziare a ricordare e valorizzare il 30 giugno 1932, giornata che ricorda la posa della prima pietra di Littoria poi Latina, evento che da sempre e in tutto il mondo è l’atto fondativo che ricorda la nascita di una città.
Torniamo a Latina e al suo 18 dicembre “celebrato” sottotono come non mai e trascorso nella generale indifferenza della città. Anche quest’anno l’amministrazione comunale non ha sentito il dovere di dedicare all’evento neanche un manifesto commemorativo. Convegni di studio, conferenze storico-culturali, libri e dibattiti, neanche a parlarne, forse era chiedere troppo. Oltre al compleanno sbagliato, un’altra “perla” arricchisce la giornata del 18 dicembre; sono alcuni passi del discorso della Sindaca a piazza del Quadrato (testuale dal sito web del Comune): “mi rivolgo all’intera comunità di questa città e della provincia nel cui territorio siamo ospiti”… Avete letto bene, Latina sarebbe ospite della sua provincia! Sorprendente affermazione che avrà fatto sobbalzare intere classi politiche che nel corso degli anni si sono battute perché Latina potesse svolgere -finalmente- un ruolo di “Capitale” in questa “sua” provincia. Altra “perla” del discorso: “siamo una città contemporanea e con le carte in regola per affrontare le sfide e la modernità che l’Europa impone”… si parla di sfide europee, affermazione ardita visto che non sono riusciti a cogliere neanche quelle domestiche di sfide, rappresentate dal gestire e valorizzare spazi di proprietà comunale come l’ex Garage e l’ex Banca d’Italia, concessi per 30 anni all’università “La Sapienza” di Roma. Scelgo come immagine a queste mie righe il quadro dell’artista futurista Sibò, dal titolo “Sorvolando Littoria” del 1937 e penso: a leggere frasi che parlano di modernità e innovazione, cosa avrebbero detto ma soprattutto cosa avrebbero fatto i Futuristi di allora a “questi di oggi”?


