Il monumento del Faiti, nonno Graziano e la faccia da cispadano

Il monumento del Faiti, nonno Graziano e la faccia da cispadano

22 Dicembre 2024 0 Di Lidano Grassucci

E la vita ti si ripropone come il peperone.

Sapete che mi faccio orgoglio di essere setino figlio di un amore senza limite che i miei nonni, Lidano e Filomena (za Pippa), mi donarono in quella via Felice Cavallotti che resterà sempre la mia via della vita, in una Sezze mia.
Lidano e Filomena avevano solo me, e mia sorella. Mio padre Antonio era figlio unico e anche un poco autosufficiente ma… Io sarei diverso se l’ altro nonno mio, Graziano Bergamin, mi avesse almeno salutato una volta. Mi avesse raccontato una sera davanti alla cucina economica storie diverse, di un mondo diverso, di un mondo cispadano.

Ho avuto, invece, un nonno muto, un nonno strappato. E’ morto in piazza del Quadrato a Latina sul finire della guerra,  sotto una bomba che di lui lasciò niente, proprio niente, neanche un posto per piangere, ricordare. Un posto dove stare. Di lui non rimase che una ipotesi di passaggio a questo mondo.

Non c’è posto dove coltivare un continuare.
Poi un giorno ho scoperto che nel monumento ai caduti di Borgo Faiti c’era, sotto la voce “caduti civili”, la scritta con il suo nome: Graziano Bergamin.

Rimasi basito era l’unico segno civile che Lui era passato in questo mondo seppure per un tempo breve. Morì che aveva gli anni di nostro Signore o giù di lì e 5 figlie femmine a cui, credo Lui manco’ evidentemente, segnandole di amore non frequentato, come immeritato.

Siamo 10 nipoti diretti, una di noi si chiama Graziana, un cugino di secondo grado in Veneto porta il suo nome, Graziano.

Così andò la sua breve storia che pesa sulla mia, sul mio mondo di un mancato amore. Nonna Gilda, la moglie, si trovò sola in una terra non sia con 5 figlie e certo la tenerezza non le apparteneva. L’ altra nonna veniva e mi portava via, forse per non farmi sentire il dolore di un non amore. Mio nonno Lidano mi faceva sedere accanto a lui sul carretto e via, piano piano, verso il tornare e parlava fitto, fitto a parlare per due e diventavano sempre una cosa sola e a culo il resto.


Ma oggi ricordo mio nonno Graziano di cui non so nulla perché, a Latina, hanno ristrutturato il monumento di Borgo Faiti e voglio ringraziare proprio Latina tramite il sindaco Matilde Celentano che, seppure per contingenze, tra gli altri, ha dato a me la possibilità quando passo di lì di alzare la testa e dire ‘”ciao Nonno Graziano”. I monumenti a questo servono. Di lui che mi resta? La faccia da cispadano