Il capitone
22 Dicembre 2024Sapete mio padre non era ghiotto, si accontentava di quello che c’era e non chiedeva mai ciò che non c’era. I miei contadini combattevano il bisogno non avendo bisogno di quello che non era. Mi compero’ una Renault 4 carta da zucchero ma senza alcun accessorio. Non c’era bisogno di altro rispetto a quello che c’era.
Mia madre, non certo espansiva, commentò: “madonna Anto’ ma neanche i sedili (c’è erano due panche)”. Lui rispose : “quello che non c’è non si rompe”. Come dargli torto abbiamo tenuto l’ auto per quasi 20 anni.
Ma una cosa per Natale me la chiese. Ero, e sono amico, di Emilia Pacifico, allora la sua famiglia aveva il più grande supermercato italiano o giù di lì, e lui mi chiese di comperargli un capitone. Sì, un capitone. Ora io ho problemi con i viventi striscianti, proprio repulsione ma mica potevo dirgli di no visto che non mi aveva mai chiesto nulla. Chiesi il capitone, Emilia me ne preparo uno bellissimo (a chi piace) e grosso e vivo, me ne fece dono (e ogni anno si ripeteva la scena) , la prima volta il capitone era vivo, vivissimo. Lo caricai in auto, nella R4, e ho condiviso il viaggio con lui che si muoveva furiosamente. Arrivai a casa, un paio di chilometri di distanza: “ecco io capitone, papà”.
Ci rimase, mi ero preoccupato di lui e non era mai accaduto ma … “Ma vivo mi i su portato”. “Perché lo dovevo ammazzare?” Gli risposi. Stavo male per il viaggio con il capitone… Venne mia madre e risoluta da cispadana quale era prese l’ animale e lo consegnò alla cottura
Io da quel momento pregai Emilia di farmelo trovare morto e passai da assassino di capitone e mandante del suo morire.
Non mangio capitoni, anguille e roba che striscia.
Ma, in fondo, quando gli ho portato un pezzo della cena di Natale mi sono sentito importante
Una cosa che capita raro nella vita, forse … Un’ altra volta sola ma quella è la storia di un cappotto.


