Impressioni di palude e mi sono immerso in Monet

Impressioni di palude e mi sono immerso in Monet

29 Dicembre 2024 0 Di Lidano Grassucci

Sono stato a vedere una mostra immersiva a Roma, al Next Museum. Era sugli impressionisti che incontrai, di persona a Parigi quando ero decisamente meno pigro. Ora mi fa fatica quasi tutto o forse la testa fa viaggi che non prevedono lo spostarmi da dove sto. Comunque mi sono mosso, piano piano. Gli impressionisti dipingono le impressioni, non i ritratti che diventavano fotografici, ma le impressioni che erano colori mai eguali a se stessi. Colori che la testa fa diventare figure e storie. Ballerine, gentiluomini al parco, covoni di fieno, esotico giapponese. Boh, certo vedo il gioco dell’ intelligenza artificiale che si illude di farsi pittore e di impressionare ma non può e delude di un vero così vero che sa di falso.

Mi giro tra le pennellate, le figure che sono ipotetiche da vicino, umane da lontano. Mi mettono dentro una camera e sto dentro al quadro, come ci fossi andato, di persona personalmente, per far visita a ninfee, ponti giapponesi, cattedrali rimaste sole nella sconfitta nella sfida a Dio. Mi mettono gli occhialini e mi trovo spalla a spalla con Monet in un giardino così preciso da essere un giardino dove ero stato, o è una impressione? Penso, e se facessimo questo gioco da noi con quadri non di Normandia, di parchi di Parigi, non richiami al Giappone ma semplicemente vedere come abbiamo scritto le impressioni di questo posto pontino dove c’è qualche strana farfalla, dove i droni erano zanzare pronte alla guerra batteriologica, dove anche l’ acqua era solfurea con l’ odore stesso dell’ inferno e tutto si decomponeva per rinascere. Ecco sarebbe bello indossare i visori e trovarsi a cavallo con un buttero accanto e le mandrie che come unni toglievano l’erba e ci lasciavano il fango. Magari parlare con Maria Goretti, con la Maga Circe, con un soldato papalino, col curato timorato di dio in questo inferno. Impressione, ma forse mi sono fatto prendere la mano… Sono stato in un museo prossimo, da me non c’è neanche il museo precedente. Solo facce.