Il cacao
30 Dicembre 2024Il finire del tempo, fosse anche convenzionale dell’anno, spinge a mettere in fila i soldatini del gioco della vita. Ma io non farò questo ma cercherò di dire, partendo dal cacao. Sì, l’ antica arte del mio paese di preparare una densa cioccolata calda capace di scaldare il freddo tempo di un rigido inverno. Sono ispirato, ma lui non vuole si dica e per questo lo dico, da un maitre chocolatier di antica stirpe, Enzuccio che dirige le danze davanti ad un gruppo di ormai strutturati amici, e un poco di tempo speso sulle spalle.
Cosa ci vuole sul finire del tempo? Ci vuole un buon cacao denso. Non di quelli che si addensano per l’ amido, la farina, ma per la costanza contadina di girare mentre a fuoco lento si scalda: latte, cacao in polvere, un poco di zucchero e … Gira, gira, gira.
L’ orologio non si guarda, non devi fare addensare sulle pareti del recipiente, ma bisogna girare. C’è un momento nell’ agire che hai timore che rimanga da bere, invece tu lo devi fare per mangiare.
Ci vuole pazienza, ti fanno male i muscoli del braccio, pare tutto perduto. Eppure
Il miracolo è fare di una bevanda un cibo per l’ anima. Nel centro America prima dell’ arrivo degli spagnoli si dava da mangiare agli dei il cacao, lo si preparava per l’ ultimo umano viaggio in modo da “nutrire” oltre la fatica. Un rito, un rito sul finire del tempo ma che regala tempo a chi si ostina a girare, a vedere dove c’è il liquido del mare le onde di Atlantide.
Il maitre chocolatier versa nelle tazze, dice … Poi chi vuole ci può mettere lo zucchero e mischiare ancora, chi preferisce la panna… ma l’ importante è il miracolo:7 era liquido ed ora è denso, si beveva ed ora si mangia. Qualcuno dice che ai miracoli bisogna crederci, l’ acqua non è vino eppure si narra (ma questa è storia cristiana).
Metto le mani intorno alla tazza, mi scaldo le dita.
Poi prendo il cucchiaio e affondo, pare come scavare come si faceva da bambini con la pozzolana per fare strade dove fare correre le macchinine e fare con la bocca il rumore del motore.
Ci vuole pazienza, speranza, ci vuole che ci devi credere.
Mangio il cacao che mi tocca, il miracolo che mi capitò nel bilancio del tempo di bilancio.


