La provocazione lepina di Cesare Bruni nella città indifferente

La provocazione lepina di Cesare Bruni nella città indifferente

4 Gennaio 2025 0 Di Lidano Grassucci

Scrivo per meraviglia della città indifferente. Il nodo di questa nostra esperienza umana: la nascita di una città in 100 anni è la sua costruzione ma non fisica ma umana. Fare una città nuova in un paese dove la storia non ha escluso nessun pezzo era impossibile e infatti Latina è un innesto non una pianta nata da seme. Un innesto nuovo su un tronco antico eppure ancora non lo si capisce. Cesare Bruni, capogruppo di Fratelli d’Italia in Comune di Latina, propone di intitolare un pezzo di città nuova, una piazza, una via, ai martiri socialisti, rosso sangue, dell’eccidio di Roccagorga dove l’ esercito italiano sparo’ sulla folla di contadini che manifestavano pacificamente per le terre, morirono in sette tra cui un bimbo. Era il 1913. Fu un caso politico contro l’ Italia dei prefetti di Giolitti. Fu oggetto della prima campagna stampa che vedeva l’ Avanti! Come giornale di punta di questa campagna. Il giornale dei socialisti, quello attraverso cui le plebi italiane hanno imparato a leggere e scrivere era diretto da un socialista che negando questo passato si farà, poi, uomo della provvidenza. Se ne sono occupati Nenni e Turati. Insomma un pezzo di storia vera, con tanti spunti sulla natura profonda dell’ Italia. Spiega, questo episodio, l’ esperienza riformista dei Lepini, gli scioperi alla rovescia della stessa Roccagorga, ma anche l’ occupazione delle terre dei contadini senza terra di Sezze, la rivolta delle arance di Fondi e il fremito di rivolta all’ attentato a Togliatti. Vado random, naturalmente.
Tutto mai rivendicato da una sinistra di Latina di professori che si vergognava un poco della sua storia contadina, di quelle lingue anarchiche e non leniniste della gente di collina. Il risultato? La proposta resta li dentro una città così banale che non pesa le cose del mondo, ma mostra la sua maschera che “fa l’intelligente” ma resta vuota. Cesare Bruni ha posto un problema di fondo, il nodo della cultura della città, riconoscere la pianta per valorizzare l’ innesto. Ma sicuro diranno: ma che vogliono questi Lepini, magari rivendicheranno anche di essere nati
PS: Cesare Bruni è di origine di Roccagorga e non lo nega, politicamente sta lontano da me, ma che è nato Lepino fa la differenza, questione di pianta forte capace di fare grande l’innesto.