Israele e la determinazione della giustizia: tempo di tregua
14 Gennaio 2025Ed ora, cosa diranno i tanti che hanno annunciato (sperato) la morte di Israele, che urlavano della Palestina dal Giordano al mare?
Hamas è allo stremo e cede ad un accordo di tregua, i filoiraniani in Libano hanno perso la Siria oltre agli effetti delle bombe israeliane, l’ Iran è come inerme, dallo Yemen si può fare poco.
33 del sette ottobre ostaggi saranno liberati. Da un lato, loro gli ostaggi israeliani, dall’ altro, in cambio, tagliagole e criminali in un numero enorme.
Eppure la Forza di uno stato d’Occidente si vede anche da questo: per salvare l’ innocenza si arriva a liberare il reo, perché in occidente, nel mondo giudaico-cristiano, conta l’uomo come irripetibile miracolo di dio e non la casta, il potere, i sacerdoti, i potenti insieme.
Dei trentatré che verranno liberati sappiamo nome, cognome. Conosciamo le lacrime di chi li aspetta da ottobre 2023, degli altri si contano le centinaia. Uno ad uno a fronte una massa informe.
Oggi chi ha vinto? Il Libano è più libero, la Russia allontanata, l’Iran inerte e Egitto, arabi del golfo pensano alla pace santa non alle guerre sante. Vi par poco?
Le guerre sono brutte, quelle per difendersi anche incredibili perché non le avresti volute mai fare, ma poi…
Israele ha dimostrato che non conta il numero o la crudeltà, ma l’ intelligenza determinata e davanti all’orco non si china la testa: Golia è grosso, ma Davide è grande.


