La Shoah nelle domande dei bimbi della Giovanni Cena
27 Gennaio 2025Giovanni Cena scuola di Latina ora si chiama istituto comprensivo. Mattina del 27 gennaio giorno della memoria. Invitano a parlare di questo “ricordo” Francesco Tetro e me come presidente dell associazione La scelta per Davide, Latina amica di Israele. Ma che dire a bambini di quinta elementare e di prima media? Ci penso, ci ripenso. Che dire della tragedia più grande che l’ umanità ha conosciuto
Un bimbo mi chiede “ma cosa facevano i bambini nei campi di concentramento?”. Gli dovrei dire “morivano come fanno i vitellini maschi negli allevamenti” . Come gli dico che con la pelle dei bambini facevano paralume, come dire che con il loro grasso facevano sapone e il resto? Il resto passava per il camino.
Dovrei… Dovrei dirgli la verità e la dico. La dico tutta e racconto di come Quirino Berti detto Cucchiarone salvo 4 bimbi ebrei dicendo che erano suoi figli mettendo a rischio la vita dei suoi 5 figli naturali. Perché disse loro che erano 9 fratelli e disse il vero. Commento… “Fu buono”. Un bimbo mi riprende:”no, fu giusto”. Vero, ha ragione il bimbo: fu giusto quando altri fecero la spia ai tedeschi, quando altri furono correi dei tedeschi, dei nazisti, dei fascisti. Dico che questa tragedia non è tedesca ma italiana al pari o poco meno.
I bimbi fanno tante domande, ci invadono e chiedono “perché odiano tanto gli ebrei?”. Perché si odia sempre la differenza se sei coda e non sai camminare con le tue gambe e nella tua direzione perché servi il branco.
E … Perché si voleva fare un uomo nuovo, perfetto e gli ebrei sono un popolo antico, differente, imperfetto e litigioso e quindi da cancellare. Parliamo per quasi un’ ora e mezza e chiedono, chiedono, fuori una mostra sulle leggi razziali allestita in collaborazione col museo della Shoah di Roma, leggi che segnano l’ infamia di noi italiani rispetto al mondo. Un bimbo chiede: ma perché nessuno si è ribellato? Perché quando arrivarono i liberi lo avevano uccisi, portati al confino o cacciati all’ estero e non c’era più nessuno capace di dire no
Direi no è dovere. Così scorre la mattina, bimbi e bimbe attenti, si possono dire cose difficili a persone curiose, i bimbi sono uomini che saranno grandi ma ora sono la memoria di domani
Siamo stati ospiti e ringraziamo:
Prof.ssa Annarita Mattarolo, dirigente scolastico,
Prof.ssa Michela Chiapponi, moderatore
Prof.ssa Barbara Masella, organizzatore dell’evento
Hanno partecipato oltre cento alunni delle classi quinte della scuola primaria e gli alunni delle classi prime della scuola secondaria di primo grado.


