La depressione dei prepotenti

La depressione dei prepotenti

16 Marzo 2025 0 Di Lidano Grassucci

SeLeggo di depressione, di Vittorio Feltri che “comprende” di Vittorio Sgarbi il suo stato depressivo. I due non sono arroganti ma di più, non hanno un alto senso di sé, ma di più .
Vengo da un mondo in cui la depressione era non prevista era solo “non aver mangiato”. Quindi non credevo che questa bestia fosse vivente, ma solo un pupazzo animato dall’ egocentrismo, privo di vita propria. Sgarbi aggredisce, Feltri se ne frega. Gente di successo e loro di sentono… Come se tutto fosse capovolto come prima era diritto, essere incapace di fare quello che si faceva e non hai posto. Feltri dice stavo a letto e volevo stare altrove, stavo altrove e volevo stare dove prima non volevo stare. Ho vagato dentro vecchie chiese romane che puzzavano di tempo, che vomitavano preghiere. Contavo i miracoli nei quadri e non pregavo ma scanzionavo quel fate e pregare diventava prima della gara del vivere
Poi uscito dai luoghi di fede tornavo bestia non orante ma nello stesso tempo ero senza alcuna difesa.
Andare via, andare lontano ma restavo dove ero e manco un passo romano
Mi sono perso a contare le fontane di Roma e sentire Respighi, contavo e cercavo le madonnine negli angoli.
E così uscivo dal mondo ed entravo in un altro dove non volevo stare e via così, angoscia e fine. Poi stanze che non prevedevano altri e odiavo i gabbiani uniche forme viventi che con striduli gridi si volevano fare sentire.
Così queste cose tornano e non sai perché e si fanno padroni, bastano che due “stronzi” confessi si fanno oppressi di se stessi con gran dolore
Quando poi lo dici e ti dicono: ma è colpa tua. Le colpe non litigano i dolori, se colpe sono.
Dico che le cose vanno come vanno. Poi passa ma resta.