Craxi, Macron e Meloni, le differenze della politica estera
29 Marzo 2025Quando parla Macron (che io da francese non avrei mai votato visto che sono socialista e li candidiamo altri) di politica estera io lo capisco. Capisco pure che non ha paura, che è figlio di una rivoluzione che non ha mai avuto pentimento delle teste tagliate di netto. La Francia sa bene che la libertà spesso costa sangue e la pietà è ridurre al minimo il soffrire ma questo non significa che le teste dei tiranni e dei nobili egoisti vanno “recise” e la pietà è la ghigliottina.
Macron è erede di questo e quando parla di politica estera mette in campo: soldati, risorse e si schiera con nettezza dalla propria parte.
Noi Italiani? Non si capisce. La Meloni poteva mutate questo ma? Allora, i soldati? Noi neanche ci pensiamo a rischiare e ci inventiamo la necessità di coperture Onu o di Dio per dire che non ci vogliamo andare. Risultato? Non contiamo. Il riarmo? E che siamo matti, quando entrammo in guerra avevamo carri armati che pesavano 10 volte di meno di quelli dei nemici e il capo di allora era pure guerrafondaio a parole e ridicolo di fatto. Quindi non contiamo nulla.
Poi siamo europei, ma pure americani, per tacere che non vogliamo litigare con la Cina e poi in fondo o russi sono simpatici. Risultato non contiamo nulla.
Io Macron lo capisco, ma io non capisco l’ Italia e pure italiano lo sono. Craxi a Sigonella disse no agli americani e io lo capivo


