Latina e la forza di gravità, pardon della mediocrità
5 Aprile 2025Passo, passo per la città che cerca di essere qualche cosa. Si fa vuota Latina e vi dico la passeggiata con quel collega di filosofia (e di utopia socialista) di Massimo Passamonti. Gli dico che presenteremo a Roccagorga su invito di Eros Ciotti il nostro libro La città senza anima, che è del 2018.
E passeggiamo lungo il centro di Latina, come nel libro. Al Mimi’ ci accoglie Maria con calore mentre pensiamo a Bruno poi… L’ ex Step, già Ginnasio, di via Diaz è tenuto chiuso, vuoto (è di Camera di Commercio) poi davanti l’ ex esattoria non va meglio. Giriamo e il Poeta da bar è buco nero. Lungo corso della Repubblica l’ asfalto è nero asfalto co tanto corrugato lungo il percorso come se ci fossero granatieri in fila pronti a presentare armi ma non c’è il Re, non ci sono i soldati e gente che pare spaurita cammina in cerca di “compagnia”. Siamo filosofi io e Massimo nel prenderci in giro ma giriamo nel vuoto di non essere niente: arriviamo a Piazza del Popolo dove c’è un altro asfalto che ti viene da saltare come ci fosse un gradino. Massimo mi parla del basket come uno sport “contro ” la forza di gravità, definizione data a Michael Jordan. Ecco, capisco: Latina ha perso la sfida non contro la forza di gravità ma contro lo strapotere della mediocrità.
Così la tristezza “ci avvolse come miele, per il tempo scivolato…”
Così andò il giro, intorno al piccolo mondo che il vuoto sta mangiando e il pieno non c’è piu’, parafrasando Francesco Guccini.


