I ladroni del venerdì santo

I ladroni del venerdì santo

18 Aprile 2025 0 Di Lidano Grassucci

Venerdì santo, il giorno in cui Cristo muore in croce. Con lui due ladroni, due furfanti. Che compagnia sceglie il Signore Dio dell’ Universo per il suo unico figlio. Lui, il nazareno, ha avuto tempo per morire e i due hanno sicuramente patito e parlato con lui. Ditemi, cosa ha a che fare un Salvatore con due insalvabili, due già condannati che nessuno ha detto mai che era ingiusto il loro morire. Eppure muoiono accanto, insieme, a chi invece era venuto a perdonare le colpe. Morire o vivere è la stessa cosa, che paura venire al mondo, che incognita andare via. Il figlio, come i ladroni, ha avuto paura di morire. Tutti noi, oggi, abbiamo paura, ma lui è morto per risorgere a breve, tre giorni, i ladroni lo faranno al tempo della resurrezione dei morti che verrà ma non si precisa quando. Due ladroni per compagni di viaggio e non due sacerdoti, due pii di Dio. La terra non è piena di buone intenzioni ma vive nelle sue maledizioni. Tito e Gesta sono i due furfanti, uno si salva si pente in zona Cesarini, l’ altro no anzi. Comunque vanno per il medesimo viaggio e in croce è scomodo
Morale di questo tempo? Era figlio di Dio, si era fatto uomo, e nel morire aveva bisogno del male per salvare o solo per capire. Tito e Gesta gli testimoniano che ogni cosa del mondo non è buona e non è male ma è solo la vita che viene e poi va.
Si chiamavano Gesta e Tito e sono morti con Dio