Saluto laico a Francesco

Saluto laico a Francesco

23 Aprile 2025 0 Di Lidano Grassucci
Sono figlio del laicismo erede dell’ illuminismo e della “morte di Dio”, ma proprio per questo sono attento alla “sapienza” di questa esperienza di 2000 anni che è il cristianesimo nella testimonianza cattolica. Il lunedì dell’ angelo mi sono svegliato che il Papa era morto, avevo preso la notte che regalava l’ uovo di Pasqua ai figli di Vence il vicepresidente degli Usa del nuovo isolazionismo . Lui malato davanti ad un potere che vuole essere immacolato.
Da una parte la incrollabile certezza di chi sta nel nord del mondo dall’ altra l’ uomo del posto dove più a sud c’è il gelo. Da una parte il rigore del successo e dall’ altro la pietà di chi mette in conto che può essere la sconfitta e lui nel mondo ha sopra solo Dio.
Non sono teologo, di Dio ho una speranza senza ragione e una ragione che mi esclude ogni speranza.
Prima riflessione umana: dobbiamo vivere con la morte che pare toccare a chi ha appuntamento con lei e ti pare impossibile la sua precisione. Sembra impossibile che non ci sia. Quindi mi riguarda ed è umana
Poi è come se fosse andato via mio padre, come se la sua generazione dicesse alla mia: hai l’ ultimo giro.
Ora anche chi lo odiava parlera’ di lui di amore. Ebbene, io non avevo, non ho, la sua Fede ma quando parlava dei nonni rivedevo i miei, quando parlava della loro presenza io capivo l’argomento lo sentivo mio di me stesso.
Così la sua scomparsa mi tocca mi “attocca”, direbbe la mia gente.
Quindi saluto il “capo” della mia cultura, saluto l’uomo che parlava con saggezza contadina, saluto chi crede nel ritorno al padre e, sperando di sbagliarmi, io non rivedrò mio padre e questo mi mortifica.
Quindi dico che ci sono rimasto male, male dentro, male come io confronto con la mia vita e la sua fine.
Lui ha insistito nel pontificato sul perdono che ha dentro il dono e suona buono, come pane appena sfornato.