La Festa del Lavoro che sarà e il Presidente Mattarella fotografa la realtà e chiama le cose con il loro nome
30 Aprile 2025

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella all’azienda BSP Pharmaceuticals S.p.a di Latina, in occasione della celebrazione della Festa del Lavoro
(foto di Francesco Ammendola – Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)
Il piazzale pieno di sole, le maestranze in camice bianco, i bambini che sventolano i tricolori. È la loro la Festa del Lavoro che verrà, il Presidente Sergio Mattarella li guarda e chissà che pensa di un futuro inimmaginabile come sempre, ma a questo punto della storia dell’uomo ancora di più.
È arrivato a Latina in elicottero il Presidente, chissà se dall’alto è riuscito a vedere la costa pontina, la bellezza della duna e dei laghi, con il Monte Circeo sullo sfondo. Una volta atterrato ha fatto un pezzo di Appia, che è sempre una gran strada, e dritto alla BSP, che la nostra bella figura ce l’ha fatta fare. La notizia è questa: Latina sale agli onori della cronaca nazionale in positivo. L’ultima volta forse è stato quando è arrivato il reattore della centrale nucleare sotto l’occhio vigile di Enrico Mattei.
Tra allora e ieri i Tiggì hanno riportato di omicidi, caporalato, criminalità organizzata, riesco persino a ricordare una Gladio 2. A proposito: il Corriere della Sera, edizione di Roma, ha titolato: La visita del presidente della Repubblica a Latina, dove morì il bracciante Satnam Singh, abbandonato dal datore di lavoro. Marchiati a fuoco.
Si entra nella sala conferenze, un’aula magna modernissima. A dare il benvenuto è Aldo Braca, presidente amministratore delegato della BSP. Con un’azienda così non ha bisogno di usare nessuna parola in più. Dice quelle giuste, nella misura giusta. Poi tocca a Giuseppe Biazzo, presidente di Unindustria e al rappresentate dei lavoratori, Nazzareno Mancini. Fanno il loro, parlano sapendo che quel qualche centinaio di persone che hanno davanti vogliono sentire Mattarella. E basta.
È la volta della Ministra del Lavoro Marina Elvira Calderone e in circostanze diverse un ministro varrebbe moltissimo, ma oggi non è lei la guest star. Il suo intervento legge il futuro in termini di giovani e donne e poi, inevitabile da queste parti, c’è l’accenno alla migrazione, quella interna però, che ha fornito la manodopera e laddove c’era una palude oggi c’è una città. Quindi un cenno alla realtà di oggi, alla migrazione di oggi e, qui ci sta, al caso Satnam.
Ci siamo, è il momento di Sergio Mattarella. Non dice nulla di nuovo il Presidente ed è nel suo raccontare la realtà per come è, per come lui, uomo nato durante la guerra e cresciuto nel dopoguerra, la fotografa, è nel chiamare le cose con il loro nome esatto che Mattarella scuote in una giornata di festa. Il lavoro ha prodotto eguaglianza e quindi coesione sociale – sottolinea – per poi passare a tutto quell’immenso da evitare per sempre, perfettibile, migliorabile. Parla di Costituzione, richiama l’articolo 36 secondo cui Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa. Tira fuori la vergogna degli immigrati pagati meno degli italiani, racconta dei giovani italiani che emigrano a loro volta perché in Italia non trovano condizioni di lavoro tali da soddisfare l’articolo 36. Ricorda che un lavoratore su due di quelli cercati dalle imprese è di quelli a difficile reperibilità. Ringrazia Aldo Braca e la BSP per dare lavoro e così anche forma al futuro. Quando finisce il suo discorso applausi e tutti in piedi. Il Capo dello Stato saluta e va via con il suo passo veloce e deciso. Percorrerà un breve tratto di Appia, il tempo di raggiungere il Comani e in volo verso la Capitale in pieno delirio cardinalizio. Davvero ma come fa a rimanere così asciutto e severo, sorridente e misurato mentre ogni molecola che gli gira intorno sa di eccesso.
Quanto al pubblico e alle autorità civili, militari e religiose presenti: tutti sono stati dentro i limiti della sobrietà, senza rimanere ingessati. Composti davanti al Presidente senza stare sull’attenti. Nessuna protesta per le misure di sicurezza. Finito l’evento si è tornati tutti a darsi del tu.
Foto di copertina: Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella all’azienda BSP Pharmaceuticals S.p.a di Latina, in occasione della celebrazione della Festa del Lavoro (foto di Francesco Ammendola – Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)











