Hotel Fogliano la sua Arena e il divieto di cantare. Qui sarebbe fuorilegge pure Nino Manfredi

Hotel Fogliano la sua Arena e il divieto di cantare. Qui sarebbe fuorilegge pure Nino Manfredi

4 Maggio 2025 0 Di Lidano Grassucci

Sono esterrefatto, incredulo, mi trovo non in una città ma dentro la commedia dell’ arte.

Leggo su Il Messaggero che al mare non si può cantare né suonare se sei a 300 metri dall’acqua sia marina che di laghi e canali, parola di carabinieri forestali. Quindi Roma, che sta lungo il Tevere, non si poteva fare, e taccio della confluenza con l’ Aniene?

Quindi sui barconi che navigano sulla Senna non si puo’ cantare la Vie en rose. Quindi Sanremo, che sta sul mare, il festival non lo può fare. La vicenda riguarda l’arena sul mare che vorrebbero fare quello dell’ hotel Fogliano sul lungomare di Latina, dove c’era un parcheggio, una cosa estiva, poi tutto torna come prima, salvo divertirsi un poco.

Seeee, questa è la città dei divieti, la città dove non riesci ad aprire un negozio di scarpe (Globo),  dove fare un posto per gli hamburger è oggetto di reato (la Q3) con sequestri in serie. Dice … Ma ci sono le leggi, certo ma se le leggi non consentono di vivere abbiamo il dovere di cambiarle. Ma vi pare normale discutere di un palco su un ex parcheggio dove suonare? A Woodstock lo avevano il permesso? E come si permettono di cantare l’ Aida a Verona in una arena romana e pure vicino all’ Adige ?
Resto basito di zelo e questione, perché sarebbe fuorilegge qui pure Nino Manfredi che non sapeva che sarebbe stato reo confesso, fuorilegge con …

È una canzone senza titolo
Tanto pe’ cantà
Pe’ fa quarche cosa
Non è gnente de straordinario
È robba der paese nostro
Che se po’ cantà pure senza voce
Basta ‘a salute
Quanno c’è ‘a salute c’è tutto
Basta ‘a salute e un par de scarpe nove
Poi girà tutto er monno
E m’a accompagno da me

Povera Latina, la tristezza ci avvolge, ci logora.
Per favore basta, torniamo a campa’ e pure a canta’ e io, se fossi sindaco, a quelli di Fogliano gli darei un premio e il sostegno come benemeriti contro la banalità e la noia.