La decadenza di Latina

La decadenza di Latina

12 Maggio 2025 3 Di Lidano Grassucci

 

Fu futurista, fu nucleare, fu baluardo di libertà contro il totalitarismo dell’est, fu città da frontiera americana ma a uno sputo da Roma. Una città dove pure il kiwi è immigrato e nulla era mai scontato.
Ora? Tutti la piangono, ma piangono Bergoglio e non c’è Leone XIV. La città dove si poteva tutto, dove nessuno ti chiedeva da dove vieni ma tutti ti dicevano “se sai fare fallo”, ora non fa più domande, non ha più ospiti. Era la Milano a sud di Roma il tutto certificato da Francesco De Gregori “Latina, grande città del nord”.
Ora? Latina si sta consumando su cose che aveva e che ora non sono più, avrebbe potuto volare ma non ha imparato mai a farlo e non lo aveva per istinto naturale
Latina inventò il mercato degli stracci americani, il bocconcino di fior di latte, l’ uva Italia, qui si facevano biscotti per bambini forti, qui se avevi una idea venivano curiosi e non invidiosi. Qui pensarono che c’era bisogno piu’ di un teatro che di agrimensori, che dovevano diventare europei e non restare autarchici, che non potevano sapere tutta dalla vita ma dovevano cominciare a studiare sui libri e ad andare all’ università .

Ma qualcosa non funziona e ora le potenzialità si sono fatte decadenza e la città invece di farsi tale si è fatta periferia di periferia. Intorno? Il palazzetto dello sport sta a Cisterna, il turismo a Terracina, a Fondi hanno mercati e banche, e Gaeta è una capitale. Latina guarda stupita Spinaceto pensando sia Roma.