Stori@fest, l’eccidio di Roccagorga che resta tra noi
17 Maggio 2025Nell’ambito del festival della storia di Latina lunedì 19 maggio alle 17 nella sala De Pasquale in Comune si terrà un incontro sul tema dell’eccidio di Roccagorga. Ne discutiamo io, Lidano Grassucci, il capogruppo di Fratello d’Italia Cesare Bruni e il sindaco di Roccagorga, Carla Amici.

La storia è fissata nel suo calendario il 6 gennaio 1913. Otto morti per armi dell’esercito italiano. Una storia che porta il centro Lepini alla attenzione di una Italia ancora da fare. Fu il centro di un confronto sociale, politico e culturale inedito, come inedita fu la campagna stampa su questo episodio e il suo processo.
Ma la dannazione della memoria dell’ evento nasce proprio dal suo successo mediatico. La campagna stampa fu condotta dall’ Avanti! Il giornale del partito socialista su cui le masse diseredate imparavano a leggere e scrivere. Chi dirigeva il giornale? Un giovane giornalista socialista che a breve sarebbe diventato “Cesare” , ma allora era accreditato rivoluzionario: Benito Mussolini. Quindi? Poi la cosa divenne invisa ai socialisti che non “ricordavano” (e non ricordiamo) volentieri quel direttore del giornale. Ma anche Mussolini che da sovversivo si face, manco governativo, governo voleva rammentarsi rosso. Poi la rimozione geografica, I Lepini non sono al centro del mondo ma ne sono periferia e quindi il ricordo scema. A questo si aggiunge una “rimozione” nella sinistra pontina dove la storia rossa che da questa storia passa per fare tappa nelle occupazioni delle terre, negli scioperi alla rovescia, nei comuni conquistati con il consenso e gestiti per riformismo era stata cancellata da un rigore di purezza pelose degli intellettuali (duri e puri quanto inconcludenti della pianura e delle citta nuove) . Quindi? L’eccidio non c’è stato. A Latina propone il suo ricordo il capogruppo di Fratelli d’Italia, Cesare Bruni che appartiene ad un’ altra storia, cultura ma “Lepino” resta e gli va riconosciuto anche di aver parlato in lingua lepina in consiglio comunale con destri e sinistri che storcevano il naso .
Il sindaco di Roccagorga, Carla Amici, è erede (come me anche se dal fronte PCI lei, socialista io) del riformismo Lepini che dall’ eccidio capiscono che le condizioni dei tribolati non va rimandato ai paradisi dopo rivoluzioni che verranno ma debbono cambiare la vita ora. Sette persone sono morte sotto il fuoco della repressione e questo necessità di emancipazione da subito
La storia poi in questa provincia inizia nel 1932 e prima nulla c’era, a Roccagorga nel 1913 c’era la storia e pure Benito Mussolini, anche tra i destri la cosa pesa
Ecco, di questo discuteremo con la storia non maestra di vita, ma come vita che contraddice gli schemi. Va da se’ che c’è un pizzico di orgoglio Lepino che sta nell’ idea umana che “se era bono era i nostro è iscito malo è gli nostro ugualo” e questo da rispetto a idee diverse ma siamo sempre “tra nu”.
E… Da quell’eccidio nasceva anche la consapevolezza che i bimbi dovevano studiare infatti, tutti e tre i relatori, siamo figli di tribolati ma tutti studiati, laureati che, diversi si nelle idee, ma secondi a nessuno manco ai preti.


