Anche i romanisti pontini si inchinano a Papa Ranieri
21 Maggio 2025Già in passato sono stato in missione per conto di Dio come uno dei Blues Brothers. In realtà era per conto mio o al massimo per conto di Lillo, ma sempre con wayfarer sugli occhi e cappello nero a cilindretto in testa. Quest’ultima missione affidatami è stata però la più gradita, anche se a essere sinceri mi è stata commissionata dal Roma Club Latina “Agostino Di Bartolomei”;, di cui sono orgogliosamente socio.
Mi hanno fatto fare il loro “alfiere”, cioè quello che porta allo stadio lo striscione del Club e lo appende prima della partita. Unica rottura è che devi andarci un bel po’ prima allo Stadio. Però il posto era in Monte Mario e la visuale fantastica.
La partita poi meritava tanto perché era Roma-Milan e ci giocavamo la possibilità di andare in Champions, in una stagione in cui a dicembre ballavamo in zona retrocessione. Soprattutto era l’ultima partita all’Olimpico e da allenatore di una leggenda per noi giallorossi, Mister Claudio Ranieri da Testaccio.
Ovviamente il direttivo del Club mi ha fatto l’onore ma non si è fidato cecamente e mi ha fatto scortare da tre ragazze giallorosse. Una Ginevra, che è pure atleta di calcio a 5, stava vicino a me. Le altre, Tiziana ed Emanuela, si sono posizionate dall’altro lato dell’Olimpico. Emanuela non ha resistito dal farsi una foto con Romolo o meglio Romolo non ha resistito a chiedere una foto con lei.
Se non si fosse capito noi giallorossi abbiamo superato da un pezzo il problema delle quote rosa. Le donne sono pure più degli uomini quando la sfida si fa dura. In realtà c’erano anche altri, ma io, ultra-maschilista patriarcale (sulla carta) voglio fare il femminista per una volta. Sono entrato allo Stadio mentre Sinner, a pochi metri di distanza, veniva preso a pallettate da Alcaraz.
Pessimo segno per l’Italia tennistica ma buono per noi visto che il rosso di Sesto Pusteria è un noto tifoso milanista. Alle 18.15 l’Olimpico era mezzo pieno; alla fine si raggiungerà la cifra record di 68.100 presenti. I posti per appendere il nostro striscione erano già quasi tutti occupati da altri Club dell’UTR, ma sono riuscito a piazzarlo nell’ultimo spazio libero rimasto, proprio dietro al mio seggiolino. Un collega-alfiere si è precipitato a dirmi “aò …mettilo pure attaccato… basta che nun ce copri er nostro sinnò i mei me corcano”.
L’ho rassicurato mentre cercavo con gli occhi il “bibbitaro” per una strameritata birra gelata. L’attesa è stata lunga per l’inizio della partita ma la coreografia della Sud ha ripagato tutto. Metà curva sud rossa con una sola scritta, gialla e in corsivo: Claudio Ranieri.
L’altra metà della curva gialla con lo stemma della Roma in rosso. Poi un lungo e interminabile coro ripreso più volte da
tutto lo Stadio “Claudio Ranieriii…ooooo….Claudio Ranieri…..ooooooo”. L’arbitro ha dovuto aspettare diversi minuti per fischiare l’inizio perché c’era una confusione esagerata e sembrava che il coro non finisse mai. La Roma, seppur con qualche solito momento di sofferenza, ci ha regalato l’unico risultato logico e giusto per una partita come questa: tre a uno per noi e presenza assicurata nelle coppe europee per il prossimo anno (da capire solo quale delle coppe). A fine partita c’è stato il vero e proprio saluto, con Mister Ranieri che, nipotini alla mano ed elegantissimo come sempre, ha ringraziato dal campo i tifosi, tantissimi, rimasti ancora sugli spalti. Mentre indicava la curva con gesto teatrale, ha detto “Ricordo che più di
sessanta” anni fa ero lì in mezzo a voi, a tifare”. Niente lacrime questa volta come avvenne invece per l’addio
di Totti, anche perché Sir Claudio, l’uomo dei miracoli sportivi, l’anno prossimo farà il dirigente dell’AS Roma. Vi posso assicurare che noi giallorossi siamo molto molto contenti che rimanga nell’organico societario. Non solo perché Claudio è un gran cuore giallorosso. Non solo perché ci ha salvato e rilanciato quando ormai più nessuno si sarebbe infilato nell’inferno che si era creato a Roma solo sei mesi fa. Non solo perché è uno dei pochi e veri grandi signori rimasti nel calcio italiano. Uno che ha portato il Leicester a vincere la Premier League e ha fatto diventare un attaccante titolare Eldor Shomudorov, serve come il pane in mezzo a questi americani danarosi ma poco esperti di calcio. Sempre che non sia troppo stressante per Papa Ranieri celebrare ogni domenica mattina l’Angelus e poi fiondarsi il pomeriggio in Tribuna Centrale a vedere se Celik azzecca almeno un cross.
PS Ringrazio Il Direttore di questo giornale che, seppur juventino, ospita ancora una volta le nostre
cronache giallorosse ma sono sicuro che Sir Claudio Ranieri piace anche a lui.


