Il gatto sionista e i soldati del “giusto”
29 Maggio 2025E’ tempo di negare
la dignità fatta di vuoto, l’ipocrisia di chi sta sempre con la ragione e mai col torto. E un dio che è morto.
Francesco Guccini
Ehi tu tempo che scorre, sei fiume ed hai per destino il mare. Fermarmi a guardare, soldati ordinati marciare e indifferenti gatti sornioni che sanno che basterà una sola battuta di caccia e non la guerra degli altri. Così il gatto è visto pigro e cinico per tacere che dicono di lui “assassino”. I soldati sono eroi per la causa del potere, il gatto è anarchico per la causa sua.
Il gatto non ama l’ odore dei vili, rigetta i peli del topo e le persone mediocri che, invece, si confondono nella truppa che odora di sego.
Volevano far fare a mio nonno Lidano la tessera nera, quella della Provvidenza, quella dei cesaristi. Mio nonno era cavaliere di piano, carrettiere quindi? “A tempo perso so omo” disse Angelo Brunetti, Ciceruacchio, davanti alla mitraglia austriaca in nome della Repubblica romana. Nonno rispose “no, i campo de lo me”.
Era “sa gens” La Iattuccia, era gatto. Cocciardo come pochi, morire è meglio di fare il codino della maggioranza di silenziosi imbecilli.
Gli dissero “Lì, su rimaso schitto tu”
Rispose ” e me puro avanzo”. Prese mulo e carretto e fece solo la sua strada anche quando era scomoda e sola.


