Il bisogno dell’odio e dell’odiato

Il bisogno dell’odio e dell’odiato

1 Giugno 2025 0 Di Lidano Grassucci

Un professore di tedesco del napoletano, insegna in un liceo,  ha augurato alla presidente del consiglio Giorgia Meloni di avere in sorte per la figlia quello che è accaduto ad Afragola con la ragazza uccisa a colpi di pietra di 14 anni.
Poi si giustifica e precisa, “non si augura la morte a nessuno”, aggiungendo però : “ma non ritiro le mie idee politiche, non mi sento rappresentato da questo governo”
Basisco, resto di sasso, dentro una società dove l’ imbecillità diventa fare ordinario. In democrazia le opposizioni non condividono le maggioranze ma il governo in carica è legittimato fino alle prossime elezioni per tutti. Inoltre cosa ha a che fare la scelta politica con la vicenda una ragazzina uccisa a 14 anni da quello che diceva di essere il suo amore.

Qui non si interroga il governo ma la società, tutta con gradi di responsabilità che partono dai più vicini e poi si allarga.

Si usa l’ evento tragico per il proprio tifo e i social media diventano il megafono di una nuova sottile cattiveria verso non il fatto e i suoi autori ma trasformando in mostri chiunque non condivida i luoghi comuni manifesti.

Non ha a che fare con il delitto la presidente Meloni (il cui pensiero politico è lontano da me anni luce) come la guerra a Gaza non è stata provocata da Benjamin Netanyahu ma da Hamas che ha attaccato il 7 ottobre, come la Russia di Putin è l’ aggressore. Invece il tifo nega l’ evidenza, le evidenze, e le colpe vanno date al nemico che diventa mostro da lapidare in nome della assoluzione della cattiva coscienza.
I social diventano gogna per chi si pensa nemico. Sta nascendo una nuova barbarie fatta di parole al vento ma di violenza alle coscienze.
Servirebbe il buon senso democratico e l’idea che si può sostenere tutto ma pensandoci un attimo prima di dire: pensando per evitare di negare l’ altro anche se l’ altro è diverso tanto da me e pur avendo torto ha diritto di farlo

Santa Romana Chiesa ha imparato a separare l’ errore dall’ errante nel rispetto sempre dell’ umano fosse anche Caino. Ma è difficile da capire per chi presume di aver capito ciò che non ha mai saputo.