Latina, la decadenza di una utopia

Latina, la decadenza di una utopia

25 Giugno 2025 2 Di Nayeli ceccano

Oggi non parlo di guerra e di ragioni o torti ma di un vuoto che ti prende dentro. Latina è stata una città ipotetica, un mito del self made man, del farsi da soli. Qui tutto era possibile: dall’ acqua ricavare terra come in Olanda; l’energia nucleare che qui anche Fermi poteva tornare e stare a casa sua; grattacieli come in America; città senza mura come nel far west dei cow boy. Qui arrivavi in lambretta e te ne andavi in Cadillac. Alla Standa c’era la scala mobile quando altrove non c’erano manco le scale di legno per salire sul pagliaio a rubare le uova alle galline.
Latina era una New York in centesimi e ti faceva anche il resto. Qui le leggende erano i soldi della Banca d’ Italia “bombardati” e spariti, erano case da fare sempre più alte di quelle di prima. Era una strada da aprire “direttissima” tra Latina e il mare, senza curve come l’ autostrada dei laghi a Milano. Era una strada a due corsie fino a Roma che dopo secoli se ne andava per conto suo e non era antica romana, ma contemporanea, la Pontina.
Dimenticavo: era un ospedale dove provare a sopravvivere e non un posto dove andare a morire. Il Santa Maria Goretti era una cattedrale e i Porfiri come nel rinascimento ci hanno fatto una cappella dentro per curare meglio.
Latina era così dinamica che aveva sempre la freccia e correva forte.
Ora? Sta a 40 gradi, nessuno la guarda in viso. Il mare è lontano, chiuso e non ha spiaggia o insabbia tutto non essendo curato ma abbandonato, la centrale nucleare è un peso di cui chiedere ristoro e non una possibilità per prenotare il domani, il Goretti? Lo promettono nuovo ma lui muore già vecchio.
Così la decadenza, così questa bellezza persa ma nessuno ci ha dedicato un bacio.
Latina era il luogo del possibile è un non luogo dove ogni cosa è impossibile. Aprilia sfiora i 100 Mila abitanti, Cisterna punta a 50 Mila, tra poco saranno il polo urbano più popolato. Terracina si ripiprende il suo ruolo di capitale… Qui? Il centro è vuoto. Fa tristezza e pensare che tutto sarebbe stato possibile, anche volare.
Rubbia, premio Nobel per la fisica, voleva fare da noi una grande centrale solare … L hanno fatta in Spagna.