I ragazzi della gelateria

I ragazzi della gelateria

5 Luglio 2025 0 Di Lidano Grassucci

In un mondo incredibile dove nulla è umano, dove dopo l’intelligenza artificiale, e tra poco,  sarà artificiale anche l’umano sentire. Un ragazzo si avvicina ad una ragazza che sta alla cassa di una gelateria.

Fa un caldo boia, la gente è poca, io sto lì vicino indeciso tra malaga o cassata, per tacere del cioccolato ma ho due gusti da giocare.

Il ragazzo ha una voce così timida che quasi ha il suono degli alberi fermi nell’ afa, è più silenziosa di una sola delle rumorose cicale.
La ragazza si fa rosso amarena, si guarda intorno, deglutisce, sorride e vorrebbe ridere
Il ragazzo chiede scusa e va via, in un attimo sparisce nel caldo, nel sole.
Un’ altra ragazza si avvicina, è la collega con il cono di cialda in mano.
“Mi ha chiesto se poteva dirmi una cosa, una cosa che non era la grandezza del gelato, gli ho detto di sì e lui…”
Lui gli ha detto che era bellissima e se poteva “cercarla” ancora.
Lei aveva gli occhi che le brillavano mentre diceva all’ amica “gli ho detto che sono fidanzata”.
Il ragazzo non c’era più ma io che guardavo ho capito la bellezza del coraggio, il coraggio di sentire e dire quello che senti, costi anche un no.
La ragazza non stava nella pelle anche se non si sarebbero visti mai più. Le poche persone intorno sentono la storia, sorridono. Poi ciascuno diventa rosso a modo suo perché siamo stati quel ragazzo, quella ragazza e se facciamo meraviglia a queste cose significa che siamo vivi, ragazzi capaci di guardare negli occhi.
Il lieto fine? Non c’è ma è stato un lieto gesto.