Lettera a Simone, da un padre con due figli
7 Luglio 2025Simone,
avevi 14 anni. Quasi 15.
Un’età in cui si sogna più forte. In cui si corre, si ride, si sbaglia, si prova a capire chi si è.
Un’età bellissima e fragile.
Da padre, il pensiero di quello che è accaduto mi esplode dentro. Non riesco a staccarmi da quella sensazione che mi accompagna da ore: quella voglia istintiva di stringere i miei ragazzi, di proteggerli da tutto, anche da ciò che non si può controllare.
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Perché di fronte a una tragedia come la tua, Simone, non esistono parole giuste.
C’è solo il cuore. Spezzato, pieno, traboccante.
Ma accade qualcosa che va oltre il dolore.
Accade che una città intera si ferma.
Che centinaia di giovani si stringono in un silenzio che dice tutto.
Che l’amore inizia a circolare, ovunque, nei messaggi, nei palloncini, nei fiori, negli sguardi.
Un amore che lascia senza fiato.
Simone, non è retorica. È verità: sei riuscito, senza volerlo, a unire. A scuotere. A ricordarci cosa conta davvero.
Ci hai messo di fronte alla vita, alla sua bellezza e alla sua imprevedibilità.
E ci hai fatto capire che il tempo che abbiamo con chi amiamo… va vissuto adesso. Non domani. Non “dopo”. Ma ora.
Non riesco a non pensarti mentre guardo i miei figli.
Non riesco a non parlarti come se fossi anche un po’ parte della nostra famiglia, della nostra quotidianità, della nostra storia.
Perché la tua storia oggi è la storia di tutti.
E ci cambia.
Ci cambia per sempre.
A chi ti ha amato davvero, a mamma e papà, ai tuoi amici, ai tuoi insegnanti, a chi condivideva i pomeriggi, le passioni, i sorrisi con te, non possiamo che restare accanto con rispetto e amore.
Un amore vero. Come quello che sta illuminando tutta Sabaudia.
Ciao Simone.
Questo abbraccio te lo mandiamo in tanti.
Io, da papà. Con due figli. E con il cuore pieno di te.


