La città dello sport in piazza e la memoria dell’acqua di Passamonti

La città dello sport in piazza e la memoria dell’acqua di Passamonti

15 Luglio 2025 0 Di Lidano Grassucci

Allora, la città si spopola, si dimentica ma. Ma esiste una memoria dell’acqua, quella che dice che se “l’acqua incontra un bene, ricorda quel bene”. Ecco quel che dico. Passo su Piazza del Popolo, su via Diaz e trovo un caos tra fischi arbitrali, grida di tifosi, botte di racchette, grida di bambini.

Ma dove sto? Nella memoria dell’acqua, qui a Latina ci fu un tempo in cui la città (l’acqua) incontro il bene (l’idea di pensarla) e quella memoria resta. Certo, vi farò l’elogio a Massimo Passamonti non per vicinanza politica (conta), per vicinanza umana (c’è), manco per vanità reciproca (che non manca), ma per la “storia di Latina”. Sto Madonna di Norma viene qui e decide di fare una rivoluzione liberale, libertaria, libertina, ludica e dice che la politica non è dei frati trappisti, non è delle liturgie in camicia nera, non nei riti gesuitici dei comunisti, ma nella bellezza di essere umani. Na roba socialista, insomma.

Ecco, ha iniziato l’anno scorso la sua città dello sport si fa grossa, grande affollata.

Arredo urbano? Passamonti che ha portato l’arredo umano. La piazza delle adunate si fa stadio, arena di popolo e il tempo scorre in un posto dove si va perché qualcosa si fa.

Ora l’acqua scorre, ma ha memoria di quando si pensava una città pontina con la storia sui monti e qui gli affari, il mare e la voglia di ridere in piano, nel piano.

La città Passamonti ha conquistato una città che cercava il suo centro di gravità che sono i ragazzi e la gente che viene qua.

Ora diciamo di bene a questa memoria di quando c’era un pensare bene e si immaginava una città futura che aveva bisogno di uscire dal bisogno ma anche di riconoscere i meriti.

Del resto il suo destino è nel nome: ha portato i monti a Latina passandoci