La Norton
15 Luglio 2025Aveva una Norton, una bellissima Norton. Ci saliva quando poteva, il tempo ha la sua tirannia. Decise quel giorno di farsi un giro, un giro in moto.
Quando vai a fare l’ ultimo giro non pensi all’ ordine dal primo all’ ultimo ma ogni giro è un giro.
Partì dopo aver fatto i riti di aria, benzina e gas che vuole la religione della motocicletta. Si partì, la via diritta è la morte sua per la Norton, vai.
Occhiali da saldatore, casco tricolore come Giacomo Agostini, un’ aria inglese che ci sta. Sentiva il motore, vibrava come pistoni ai tempi dell’ amore.
Voleva fare il viaggio, ultimo o primo, sempre viaggio. La strada era libera, pioppi a fare ombra, il sole era oltre e bastava tenere diritto il manubrio.
La Norton pareva avesse 1000 cavalli e pure di più. Che rumore. L’ uomo pensava alla corsa fino a lì, alla folla incontrata nell’ eremo della vita e si affollavano le idee.
Certo che strana questa corsa, pare l’abbia sentita non correndo la, e da gas.
Le valvole si allargano, puzza del profumo di benzina. Forza della corsa.
Non era un bimbo e il cuore batteva forte, ma che ci poteva fare aveva battuto sino ad ora, batterà ancora. Di corsa, corridore. Bella la Norton, odore di Londra. Cominciò anche a cantare, e teneva la strada con lui sopra. Era un capitano sulla tolda della nave. Bello tutto, certo non se lo aspettava che sarebbe stato così.
Pensava che il motore avrebbe picchiato in testa, 100 metri e tornato indietro, invece va…
Poi pensava che, di certo, il carburatore avrebbe fatto le bizze magari fermando io flusso della benzina e invece, goccia su goccia, andava avanti.
Diritto correva, che via i pioppi non li riusciva a contare e il contachilometri segnava la distanza tra l’ afa di piano e il fresco montano. Anche i pneumatici non cedevano
Tanto sarà ancora poca strada, si diceva.
Ma ne erano già passati 100 di chilometri e anche più. La Norton andava a novanta all’ ora in presa diretta. Saliva su, su che andavo i giri motore e toccava alla marcia superiore.
Poi si persero, lui e la sua moto.
Si persero su strade tra i larici. Nessuno pensava sarebbero mai andati così distanti, invece erano andati avanti.
Non si ebbero più notizie di lui, si sa che la Norton ne fece di strada anche dopo, lui di meno. Dicono che la Norton respira con il pieno del motore, va una bellezza che pare un amore. Del resto la Norton è per sempre.
Di lui trovarono però una pietra con su scritto: non so’ ma ne valse la pena, anzi non ci fu pena. Rombo di motore. Ed era firmato Norton che porto’ un uomo. Un ricordo da una moto di cui era stato a bordo.
Saperlo prima che era l’ultimo viaggio, ma credo che per lui fu figo pensarlo per sempre… in viaggio.


