Israele, la consegna del premio a Matteo Salvini e il mio incontro con l’ambasciatore Jonathan Peled
22 Luglio 2025Questa mattina sono stato alla Camera dei deputati nella cerimonia di consegna a Matteo Salvini del riconoscimento della sua amicizia verso Israele.

Ho partecipato come presidente della associazione “La scelta per Davide, Latina amica di Israele” .
Il premio è stato consegnato da Celeste Vichi (nella foto con l’ambasciatore) presidente della associazioni italiane pro Israele.
Nel corso dell’incontro ho incontrato l’ ambasciatore in Italia di Israele Jonathan Peled, che ho ringraziato personalmente per la solidarietà manifestatami dopo le minacce di cui sono stato oggetto.
Conduco, insieme alla associazione di cui sono parte, la battaglia a sostegno di Israele con convinzione e comunque, a fronte di idee differenti che rispetto ma da cui non ho mai ricevuto il medesimo rispetto. In questi giorni sono stato definito “macellaio”, ho rispetto dei macellai non di chi offende.
Ribadisco il diritto di Israele a difendersi, sto con una democrazia non con islamisti, terroristi, ayatollah, tiranni.



Anche io ribadisco il diritto di Israele a difendersi e sto con una democrazia non con islamisti, terroristi, ayatollah, tiranni, ma non sto con i pacifisti strabici. Non sono un pacifista (non lo sono dal 1979) ma SONO PER LA PACE. Prima c’era stata la guerra del Vietnam che è finita nel 1970. Ero un bimbetto di 12-13 anni e mi ricordo i sit.-in, le fiaccolate e le marce per la pace contro l’imperialismo americano. E mi piaceva sventolare la mia bandierina rossa. Negli anni ’70 il PCI era molto forte. Molti miei amici con i quali andavo a manifestare scelsero il PCI. Io, a 16 anni, scelsi il PSI. Nel 1979 la Russia invase l’Afghanistan. Chiamai i miei amici per andare a manifestare, in nome della pace, contro l’imperialismo sovietico. Non trovai nessuno. Non sventolò nessuna bandiera arcobaleno. Ebbi la conferma del mio sospetto: il pacifismo era soprattutto “anti americanismo”. Da allora, essendo profondamene convinto dei valori occidentali, non sono stato più pacifista.