Latina: Passamonti se ne va, la città torna ad essere una città di Sergio Leone

Latina: Passamonti se ne va, la città torna ad essere una città di Sergio Leone

29 Luglio 2025 0 Di Lidano Grassucci

Ecco, la musica è finita
Gli amici se ne vanno
E tu mi lasci sola più di prima
Un minuto è lungo da morire

Ornella Vanoni, testo Califano, La musica è finita

 

 

Massimo Passamonti è andato via, la piazza torna a essere sola, piazza del Popolo a Latina. Lui gli ha dato compagnia per un mese… Poi è andato via.

Non fa caldissimo. Qualcuno saluta come si fa nel deserto quando carovana incontra carovana e la stazione di posta è lontana. Latina è discreta, tanto discreta da essere sola sotto il cielo di Dio. Poi c’è pure il ritorno della zanzara in una sorta di rivincita sulla Storia degli uomini, per la malaria che fece qui Dio.

La città ora pare da scena di film western (uno di quelli di Sergio Leone), città illuse dall’oro vuote dalla vita. Città dove Salvatore De Monaco torna a fare l’orologiaio del vuoto.

Colpa di chi? Ciascuno ci ha messo il suo e anche la gente non è esente. La città non ha ombra, sta “faccia a sole”. Ogni tanto passa la banda la gente canta poi torna a recitare il suo rosario. Il mio amico Maurizio Guercio controlla con costanza i cantieri delle foci di Fogliano e Caprolace ma pare come i protagonisti di Dune, figli umani in un mondo ostile.
Direte ma muoiono tutti i centri storici, forse ma qui il senso di solitudine si accentua dopo che c’è stata la festa. Fa più soli. Città del silenzio diceva Alberto Moravia, io direi: città sole in cerca di compagnia. In cerca di darsi un saluto e poi bere un Campari.
Latina è una lumaca quando ancora non arriva il temporale di agosto per uscire a farsi un giro. È timida, ossequiosa, ama stare dove c’è rumore ma ha il silenzio dentro. Passamonti ha portato rumore ma lui viene da un posto, Norma, dove uscire è un dovere e restare a casa un peccato. Dove la strada è per vedere il mondo non per sfuggire via.
Lui ha “chiuso” nel tempo suo e la festa si è fatta solitudine.
Ma possiamo stare sempre in festa ?

No di certo, ma dovremmo stare sempre bene insieme e mai male da soli. Dovremmo passeggiare per dirci “ciao, come stai” . Così Passamonti ha concluso la sua festa e Latina si è trovata nel dopo carosello storico, nel dopo palio, a tornare ad essere come prima .

Si spengono i rumoriSi spegne anche l’insegnaDi quell’ultimo caffèLe strade son deserteDeserte e silenziose

Domenico Modugno, un uomo in frack

Nella foto: Lidano Grassucci e Massimo Passamonti, socialisti di speranza in un mondo disperato