I bambini all’Arena di Verona contro la furia del mondo
13 Agosto 2025Cosa lega Verona a Latina. Attualmente l’essere tra le città più calde d’Italia. Con la differenza che a Latina un soffio d’aria tira, Piazza Bra invece già alle 9 di mattina è una pentola che smette di cuocere verso mezzanotte.
Eppure in quell’Arena infuocata ogni sera arrivano migliaia di spettatori, ed è il caso di dirlo, di tutte le età. Su nelle gradinate, dove qualche particolare si perde, ma la visione d’insieme è magnifica, ci sono le famiglie intere, bambini compresi. Bambini sotto i dieci anni, che non li senti fiatare durante lo spettacolo. E neanche si addormentano. Seguono. Seguono il Rigoletto, il Nabucco, l’Aida. Ed è qui che una riflessione ci sta, che forse alle volte bisognerebbe agire per sottrazione, fermando il cervello se ancora ci è possibile e semplicemente guardare e ascoltare, che capire la trama in fondo non è così indispensabile, che leggere le didascalie non è essenziale, che entrare nel merito di questo o quel cantante è cosa da esperti e non tutti lo sono.
L’opera è una gioia dei sensi, all’Arena di Verona prende dimensioni improbabili altrove. Una cosa talmente esagerata che di telefonini pronti a immortalare il momento se ne sono visti pochi: per quanto si voglia riprendere o fotografare, dalla prima inquadratura si capisce che è impossibile portarsi a casa tutta quella magnificenza e quindi tanto vale godersela sul posto.
È un respiro unanime quello che unisce i tacchi alti ai cuscini sottobraccio, l’orecchio attento del musicista, l’occhio indagatore dell’artista. Gli spettatori sono mila e mila eppure non uno squillo, non un trillo. Tanti stranieri, anche tanti italiani.
La riflessione va oltre: magari a leggere qualche nota si va a sondare tra le pieghe intricate della storia, non quella sul palco, ma quella sullo sfondo e si torna indietro fino all’età degli Eroi. Di fronte a questa immensità la scelta al momento non può che essere quella di annegare il pensiero. Ed è bellissimo perdersi in questo incantesimo.
Dopo, al rientro in un mondo furioso come sempre, ma numeroso e connesso come mai prima, iniziano le domande.

Aida – Arena di Verona 2025 – Regia: Stefano Poda
Credits: ©Ennevi Foto/Fondazione Arena
Foto di copertina: Nabucco – Arena di Verona 2025 – Regia: Stefano Poda – Credits: ©Ennevi Foto/Fondazione Arena


