La nostalgia sovietica di Lavrov
16 Agosto 2025Serghiei Lavrov si presenta in Alaska davanti al mondo con una felpa che riporta la sigla dell’ ex Unione Sovietica. Come se un ministro italiano si presentasse con la felpa su cui è scritto Spqr.
Che tempi incredibili dove la storia si fa barzelletta del tempo. Nostalgia dei gulag, nostalgia dell’ Imperialismo nascosto da “giustizia dei popoli“. Un sogno generoso che divenne un incubo.
Anche io ci ho creduto, personalmente, con il sogno che c’era un posto nel mondo in cui era “giusto” vivere, invece era tutto orribile e baro.
Lui torna con la scritta che è diventata odio al pensiero diverso, all’ essere uomo con le sue memorie. No, non mi piace. Per noi, dico noi socialisti, quel mondo aveva odore di cose brutte, e cercammo di smontarlo, ospitammo con Craxi i dissidenti, demmo voce a chi sentiva il bisogno di dire, scrivere e non voleva solo obbedire.
Resta quella idea che si potesse avere giustizia su questa terra ma, per dirla con Orwell, lì “tutti gli animali erano uguali ma i maiali sono più eguali degli altri”.
No, quella scritta prima di un incontro sulla guerra è inutile, brutta, di pessimo gusto.
Quando Santuccio, al secolo Perciballe sindaco di Sezze comunista, fu interrogato dai suoi sulla Russia rispose: “fortuna ca semo perso”.


