Se anche una batteria è un problema, Latina che vuole rimanere nana

Se anche una batteria è un problema, Latina che vuole rimanere nana

25 Agosto 2025 3 Di Lidano Grassucci

L’ Enel vorrebbe fare un impianto di stoccaggio dell’ energia nel sito della centrale nucleare a Borgo Sabotino. In altre parole vuole mettere una batteria, come quella delle automobili ma più in grande, come direbbero quelli che fanno il ragù. Ed ecco che si scatena il finimondo con parole buttate a caso del tipo: abbiamo già una schiavitù, la centrale nucleare.

Sono nato con la centrale nucleare e, purtroppo, morirò senza e mi dispiace. Quella centrale ci portò nel mondo molto più della bonifica. Mio padre nato contadino, figlio di una società povera, divenne lì dentro figlio del mondo industriale e capì che dovevamo vivere non sopravvivere. Capì che potevano dominare gli elementi e non aspettare le grazie del Signore. Una schiavitù? Fu una liberazione fu riscatto, fu futuro realizzato. Tecnici da tutto il mondo vennero da noi per cambiare, in meglio il mondo. Ora? Abbiamo paura delle batterie ma sognamo auto elettriche e siamo sempre attaccati ai cellulari con batterie incorporate. Abbiamo paura di ogni cosa e tra poco torneremo a grazie e rosari. Torneremo a farci dominare da una natura matrigna e non a migliorare la breve vita che ci tocca
Dice, vuoi le batterie? Ma certo che sì, come vorrei una centrale nucleare, un impianto che tratti i rifiuti con ragione e non nascondendoli lungo le strade e nei boschi. Vorrei una comunità che non ha paura delle opportunità. Insomma, vorrei essere uomo capace di capire il mondo e si migliorarlo perché la natura ci vuole morti, siamo noi ad avere il dovere di restare vivi.