Il bisogno del XX settembre quando ci liberammo, in armi, dai preti che si pensavano re e diventammo italiani
27 Agosto 2025PREMESSA: Questo articolo è volutamente, testardamente retorico. E’ articolo di amor di patria italiana, di schifo per i revisionisti storici, per gli oranti, è passare dal chiedere grazie a avere diritti. IL XX settembre siamo diventati uomini, padroni della nostra storia
Parla un prete e tutti genuflessi. Il prete naturalmente parlerà di pace universale (ma sempre nelle ragioni solo sue). Parlerà di infinita bontà e dirà con voce suadente a oranti persi nel mantra dei rosari che il mondo è pace, è un noiosissimo paradiso di buoni. Anche a Dante venne meglio l’inferno.
I papisti si presentano in sedia gestoria ma pronti alla scomunica che è escludere ogni diverso, negare ogni altro mondo che non sia cattolico, cioè universale. Ma mica gli bastava, per secoli i papi si sono fatti re ed hanno tagliato teste, fatti pagare tributi a fedeli che se trasgredivano trovavano il boia e gli inferi.
Ma? Ma il XX settembre 1870 gli italiani bombardarono (sia benedetto il cannone) Roma per liberare i romani dall’infamia del potere dei preti sugli uomini negando la cura delle anime.
Ecco noi, noi laici, ora più che mani in queste terre afflitte per secoli dal giogo dei papisti festeggeremo il XX settembre, grideremo viva Mazzini, Armellini e Saffi. Viva la repubblica romana.
L’appuntamento è, fissato per il 20 settembre alle 18 a Latina in piazza Roma sotto il monumento del bersagliere.
I grandi bersaglieri che furono minacciati di scomunica: sarebbe stato scomunicato il primo soldato italiano che avesse “offeso la Roma dei papi”. L’ artigliere che assesto il colpo a Porta Pia era ebreo. Così diventammo italiani
Nella foto la cerimonia dello scorso anno a Latina


