Gentilezza e sorriso: l’eredità di Alexandra
30 Agosto 2025Una giovane vita spezzata a Latina, un sorriso che tutti porteremo nel cuore e un invito a non restare in silenzio di fronte al dolore
Questa notte Latina ha perso una giovane vita, ma Alexandra F. non può e non deve essere dimenticata. Alexandra, sedici anni, ha lasciato questo mondo, ma la sua luce continua a vivere, a illuminare chi l’ha conosciuta, a lasciare un’impronta indelebile nelle aule del liceo scientifico Ettore Majorana, nella comunità che l’ha vista crescere.
Di Alexandra tutti ricordano il sorriso. Sempre solare, sempre presente, capace di contagiare entusiasmo e positività. Un sorriso che era gentilezza pura, ma che forse a volte nascondeva più di quanto mostrasse. Era un sorriso che apriva le porte, che invitava a partecipare, a condividere, a sentirsi accolti. I rappresentanti d’istituto la descrivono come una presenza luminosa che sapeva coinvolgere e animare ogni progetto scolastico, rendendo ogni esperienza condivisa un momento speciale. E parlando con amici e conoscenti, emerge una parola che sembra riassumere tutto: gentilezza. Era questo il dono che Alexandra lasciava a chiunque incontrasse, eppure dietro quel sorriso c’era una profondità che pochi potevano scorgere.
Perché spesso indossiamo delle maschere. E non parlo solo di Pirandello: va oltre il voler apparire belli o buoni agli occhi della società. Parlo di quel semplice “ok” o “sto bene” detto quando dentro di noi ci sono ombre e mostri covati da esperienze passate, incubati e nutriti da un silenzio assassino. Quante volte rispondiamo così, anche quando dentro sentiamo un peso che sembra insopportabile? Quante volte dimentichiamo che parlare, condividere, può davvero aiutare l’animo a liberarsi di alcuni dei suoi pesi?
Forse è un cliché, ma è proprio vero: ciò che da soli diventa insostenibile, in due può diventare più leggero. E trovare qualcuno su cui contare, qualcuno che ci ascolti, qualcuno a cui appoggiarsi anche solo per piangere, può trasformarsi in un dono preziosissimo. Una spalla così, quando la trovi, diventa una delle cose più importanti della vita.
Alexandra ci lascia un’eredità luminosa: il suo sorriso, la sua gentilezza, la sua capacità di donarsi agli altri diventano tracce indelebili nei cuori di chi l’ha incontrata. Ogni gesto, ogni momento condiviso con lei diventa una scintilla che continua a vivere, una luce che resta accesa.
Oggi queste parole hanno un solo scopo: celebrare Alexandra, rendere viva la sua presenza attraverso ciò che ci ha lasciato. Non è necessario cercare spiegazioni, né ridurre tutto a un sistema scolastico distante o a problemi personali che ancora non conosciamo. L’unica certezza è che Alexandra ha lasciato un segno profondo in una città intera. Basta guardarsi intorno: messaggi, parole, ricordi da amici, conoscenti, compagni di scuola, dal Majorana al Grassi. Tutti partecipano a custodire la sua luce.
Questa storia non finisce qui. Non deve finire qui. Alexandra continuerà a vivere nei nostri gesti, nella nostra attenzione verso chi ci sta accanto, nella nostra capacità di ascoltare davvero. La sua eredità è il sorriso, la gentilezza, la luce, la presenza che ci insegna quanto preziosa sia la vita. Alexandra è quella luce che resterà nei nostri cuori, sempre.


