Israele e la paura che fanno i troppo buoni

Israele e la paura che fanno i troppo buoni

30 Agosto 2025 1 Di Lidano Grassucci

Scrivo queste righe in ragione del confronto (diciamo così) che si sviluppa intorno agli articoli in cui si parla di Israele e si difende Israele. riflessioni di un sabato pomeriggio, in un tempo che saluta l’estate ma non è ancora autunno . Lo faccio perchè ad ogni mio articolo il coro si fa forte per una Palestina dal fiume al mare che nega il diritto altrui a stare. In coro quando io non ho mai osato, pensato, di commentare il loro credo a cui non credo affatto ma credo sia nel loro diritto affermarlo. 

 

Forse il tempo presente è tal quale quello passato e non diverso da quello che verrà. E il ritorno degli orchi fa paura

Siamo destinati a vivere in un mondo in costruzione opera infinita e mai finita.

Sapete ho scelto, per ragioni della mia coscienza, per ragioni della mia storia, per quel sentire che mi porta ad avere paura delle masse convinte, delle verità che si fanno rosario senza più capire le singole preghiere, a stare con la differenza e a non sentirmi mai identico, gli identici sono repliche della banalità. Così sento e così dico non avendo timore di essere anche nell’errore ma restare vivo.

Ho paura delle masse, del pensiero unico e ho ancora più paura dei buoni che osannano la verità che ha perso la sua realtà e odia, odia, odia la differenza, ogni differenza.

Ho paura che il tempo ritorni al suo presente come ogni orologio segna ogni giorno la sua fine alle 24 che diventa tempo zero per un tempo da replicare, che c’è il rischio che si replichi.

Temo che torneranno camice nere, brune, verdi a camminare sui selciati di Europa, con la buona coscienza di “pulire il mondo” e la complicità dei delatori lungo il percorso

Sto con Israele, sto con quel sentire dentro che mi fa pensare che al mondo conta ciascuno e non un “noi”. Sto nel mondo in cui conta il proprio modo di parlare agli altri, di sentirli ciascuno per sé stesso. Sto con la diversità di chi anche tra miliardi e miliardi di persone resta umilmente se stesso.

Ecco perché resto io, cristiano, romano, italiano, socialista, bestemmiatore, sionista convinto che ogni cosa di qui qui la trovo e al di là chi sa cosa ci sarà, ma è improbabile che ci vada io, sto con chi lotta per esistere e non posso stare con chi è prepotenza con i suoi, ipocrisia con gli altri e indifferente a far morire i propri figli invece che salvarli sempre a costo di morire.

Sto con  chi crede che l’onnipotente, se c’è, non perda tempo a coprire le donne, a negare le diversità tutte perché le ha create tutte nessuna per errore.

Credo che lui, l’onnipotente, abbia dato testa e cervello a ciascuno senza badare se fosse maschio, femmina o miliardi di altre varianti. Lui ha mandato qui i figli non per bisogno di martiri ma per possibilità di vivere “felici” dei mille piaceri che ha donato dal miele, all’amore che crea vita nuova.

Oggi mi segnano al dito: come puoi essere diverso? Perché forse sono uguale all’ originale, quando c’era ancora tutto da scoprire e cercando abbiamo trovato, invece, l’ ipocrisia e dall’ altro l’ idea che se ritieni il giusto per il giusto vale il vero. Sono un uomo che ha paura delle masse di buoni che travolto il gatto nero che attraversa la strada urlando al demonio e invece era solo un micio.