La scuola, una ragazza di 17 anni e la speranza di Mario
30 Agosto 2025Una ragazza di 17 anni si lancia nel vuoto dal terrazzo di casa sua qui a Latina. Dicono per ragioni di studio, per insuccessi scolastici. Ma non c’è proporzione: la scuola prepara alla vita, non è la vita, non può togliere la vita.
La sento, lei sola, che sta lì con il suo dolore che pare assolutamente così grande quanto è niente.
Una ragazza che è così fragile da sentirsi dentro di un buco nero che capita, che diventa una voragine che inghiottisce.
Oggi tutti ci interroghiamo, ma che dobbiamo dire se non che forse dovremmo tornare a pensare che la vita sta anche nell’ imparare a camminare, ad andare in bicicletta ma questo non è la vita.
Perche’, se a scuola si sbaglia che fa ci si corregge, si ripete, si cambia gioco. No, non doveva andare così, comunque.
Diciassette anni, se li conti da uno arrivi subito, se li ricordi ti perdi nei sogni.
In questi giorni ho un mio amico, meglio un mio compagno di banco, Mario Cepollaro, che combatte una battaglia durissima in ospedale al Goretti. Ecco i miei 17 anni li ho passati anche con lui e prendevamo 4 a matematica, ma poi pensavamo che in fondo ci potevamo rifare con un otto da sognare che non abbiamo mai preso. Ma ancora oggi sogniamo che da quel 4 ci saremmo fatti diversi.
Ecco, voglio dire che la vita vale la pena, sempre e al conto ci pensa lei ma non la dovremmo aiutare. 17 anni, mi fermo e taccio perché è sempre troppo facile per chi resta, il difficile è chi ha avuto il suo timore. Io dico che io, Mario e gli altri abbiamo deciso che il 4 era meritato ma dovevano provare il 10 dei vivere anche se di 4 ne abbiamo presi tanti. Mario anche adesso pensa al 10. Forse dobbiamo tornare a non curarci dei voti ma a contare le cose fatte giuste o sbagliate


