La regata buona e “trasgressiva” e Meloni diventa un gigante

La regata buona e “trasgressiva” e Meloni diventa un gigante

7 Settembre 2025 0 Di Lidano Grassucci

Vogliono forzare un blocco navale prendendo una guerra, dura e brutta, per una regata velica del circolo locale sul mare . Parlo della flottiglia pro-Gaza (pro Hamas).
La guerra e la storia non sono giochi da dopolavoro, questo delirio di apparire fa diventare gigante anche Giorgia Meloni che a chi gli ha chiesto “garanzie” per trasgredire dentro una guerra ha risposto che si farà quel che si è sempre fatto… Il possibile.
Dicono che la regata è simbolica, infatti la presidente del governo italiano ha precisato che se ci sono beni da trasportare lo fanno loro, come lo fanno da settimane e settimane, come portano i bimbi a curare in Italia. Loro, il governo italiano.
Da un lato c’è chi vuole farsi vedere, dall’ altro chi deve fare per davvero quello che si può dentro una guerra in cui si muore.

Non ho alcuna simpatia per la Meloni ma se davanti ha questa sinistra, vince facile con un poco di buon senso.
Un tal Massimo D’Alema ci ha spiegato con tutta la scienza di cui dispone amore per Gaza ed odio per Israele e per la guerra. Lui che, da presidente del consiglio, ha ordinato di bombardare Belgrado e che ama un poco trattare con le armi tanto che è andato, in pace dai comunisti cinesi insieme a Putin e il dittatore nord coreano. Doppia morale ereditata dai comunisti. Doppia morale che ama gli uomini forti, i teocrati, e odia la democrazia liberale di cui però amano i comfort.
Barchette nel mare della storia per farsi vedere buoni e forse non esserlo affatto.

Diffido sempre dei buoni, puzzano spesso di falso, e non credo che i cattivi siamo poi così cattivi. Il mondo non è in bianco e nero e la guerra non contempla le regate a vela per non inquinare. La guerra è sporca di sangue.