Non dividiamoci la terra ma condividiamo il mare: i buoni che preparano la guerra prossima
8 Settembre 2025Si muore a Gerusalemme a Gaza, si muore in Ucraina. Si muore per mano di Caino ma anche Abele non scherza. Da che parte sto è evidente: con Israele e l’ Ucraina, con i liberi e non con gli autocrati i preti che si fanno Cesare. Detto questo non mi garbano le posizioni che preparano non la pace in questa guerra, ma la guerra prossima. Si perché l’odio che si semina diventa la tempesta prossima.
Non resterà la guerra combattuta ma l’ odio sedimentato. Restera’ l’ antisemitismo, resterà il rifiuto di domani dell’ occidente dove il conflitto è governato e non rifiutato. Dove il conflitto è nelle regole della rappresentanza, non negli agguati.
Restera’ il noi contro gli altri, resterà il cattivo fuori di me e l’ assoluzione per me che sono l’ unico giusto.
Noi e voi, divisi per sempre è la guerra che sarà.
Il paradosso? L’ occidente è l’ unico posto al mondo dove le differenze sono sale e l’ uniformità è banale. Qui, in occidente, ogni volto ha la sua bellezza, altrove è un velo nero se sei donna, è barba per celare la pelle di un uomo. Farci identici in un nome di un dio che ci ha fatti mille e mille volte diversi.
Ricominciamo a dire che avevano fatto bene nei campi di sterminio, che in fondo se la sono cercata, che gli ebrei sono nazisti e i nazisti non hanno sterminato il popolo di Davide ma gli hanno insegnato a uccidere.
La Storia capovolta in nome di odio spacciato per “comprensione”, per bontà. Anche Hitler amava gli animali.
Si muore a Gerusalemme, muoiono soldati che sono ragazzi fino a ieri bambini, come ragazzi che sarebbero stati soldati. Madri e padri muoiono non meno di nipoti. Si muore e quando si muore, sempre presto, con i bambini poi, troppo presto non c’è religione, razza, sentimento ma niente al posto di vivere.
A Gerusalemme si muore su un bus, a Gaza nella via, sarebbe bello andare tutti al mare, contare, ma questo non è, non è stato non sarà.
Dicono che sono un macellaio perché sto con Israele, e chi sta con i terroristi di Gerusalemme? Chi sta con i ragazzi e i poco più che bambini del 7 ottobre ad uccidere, sono il macello?
Non mi sento di assolvere, mi condanno per primo, ma non serve se ho odio e odio ricevo, se questa umanità non passa dal bisogno di unanimità a scelta di pluralità.
Per secoli ebrei, cristiani, musulmani e altre mille varianti hanno navigato il Mediterraneo per affari e non per sopraffazione. Vedete la pace non la troveremo nella terra mia o nella tua ma in mare, nel mare che ha onde e non padrone, che ha navi destinate a passare e non terre da rivendicare
Dove è la Palestina? Dove ciascuno è se stesso se ricorda Davide o se prega Maometto. La mia terra è più ad occidente, ma molto di più e anche qui si è giusti se non cerchiamo gli altri torti ma le nostre modeste ragioni.
Sto con un popolo testardo, sto con l’ ebreo errante, sto con chi si sente così diverso da capire che è uguale.
Sto con chi crede che Dio non abbia fretta a venire tra noi perché è già noi ed è anche lui così cattivo da contemplare il buono.


