Sudafrica, una speranza tra le atrocità
26 Settembre 2025Dopo la fine dell’apartheid, Nelson Mandela diventa il primo Presidente nero del Sudafrica. Il paese, ancora profondamente diviso: la popolazione bianca e quella nera vivono in mondi relativi separati, con sfiducia reciproca, disuguaglianze economiche, razziali e culturali pesanti.
Mandela crede fermamente che lo sport, in particolare il rugby, possa diventare uno strumento potentissimo per unire la nazione. Il rugby era stato visto per decenni come simbolo del dominio bianco, e molte persone nere rifiutavano di tifare la nazionale, i Springboks, proprio perché identificavano quella squadra con l’oppressore.
Il Sudafrica vince, contro ogni pronostico, la Nuova Zelanda, in una partita molto combattuta e decisa nei minuti supplementari. Il momento in cui Mandela, con la maglia dei Springboks e il berretto con il loro logo, consegna la coppa al capitano, diventa un simbolo potente di unione multiculturale.
Questa storia è l’espressione massima dell’amore incondizionato verso l’intero genere umano: le persone possano unirsi attorno a valori condivisi, empatia, speranza e rispetto. Un evento sportivo diventa qualcosa di più: un ponte fra comunità, un momento in cui tutti possono sentirsi parte della stessa storia, uniti da sogni comuni.
Oggi, purtroppo, con gli avvenimenti orribili, “Orribili”, che succedono in Sudafrica, storie come questa ci offrono un’idea concreta di riconciliazione. Con l’impegno, il dialogo, la volontà di includere l’altro si possono davvero cambiare le cose, almeno nel cuore delle persone, e preparare il terreno per un futuro migliore.
Nel 2025 l’Arabia Saudita ospiterà i primi Olympic Esports Games e sono viste da alcuni come opportunità per promuovere incontro e apertura.


