Ricordando Michele Forte, il democristiano formiano che si fece Provincia

Ricordando Michele Forte, il democristiano formiano che si fece Provincia

26 Settembre 2025 0 Di Lidano Grassucci

E allora ci facciamo una pizza, la questione fa…
Michele Forte era così di Maranola e per caduta di Formia che era nel mondo.

Sindaco della sua città, poi consigliere e presidente del consiglio provinciale di Latina era democristiano fino all’ osso. Forse l’ultimo dei grandi democristiani.

La DC di Michele Forte era popolare, pragmatica, amministrativa

Poche preghiere tante delibere.

Lui era un partito in sé stesso. Mai cambiato la sua DC anche se questa cambiava.

Gli capitò di fare politica nel periodo infame di tangentopoli, il periodo del ritorno della Santa Inquisizione, lui fu più testardo di questa roba.
Cosa diceva dei politici romani? Che non gli fregava nulla di noi se non i rapporti personali. Pierferdinado Casini era leader del partito in tutta Italia, sempre primo, tranne che a Formia dove era, sempre, secondo a Michele Forte.
L’ ho conosciuto di persona personalmente (per dirla alla Catarella di Camilleri) , litigavamo per gli articoli che non condivideva, ma mi apprezzava per la mia coerenza garantista e non mancava mai, dopo una litigata o un discorso in cui concordavano, di finire con un invito a mangiare una pizza. Invito esteso, sempre, a Saverio Forte corrispondente da Formia di Latina Oggi (allora lavoravo lì) che parlava di lui ogni giorno facendogli spesso perdere le staffe. Vita di giornalismo di provincia che ha nell’umano (aveva) il suo bello.

Non la menava per le lunghe, faceva. Aveva capito per primo che se vuoi contare in questo posto da Minturno ad Aprilia devi controllare la Provincia, inteso come ente, e lui lì giocava non in casa, ma fin nelle viscere della casa, era conoscitore del soffitto e delle fondamenta. La Provincia era lui.

L’ eredità? Gerardo Stefanelli, attuale presidente, ne è erede. Nella capacità di controllo della politica locale attraverso la Provincia Claudio Fazzone è quello che lo ha capito e attuato meglio il metodo.

Michele era formiamo, eterno rivale di Sandro Bartolomeo. Quando in un posto capita che hai Platini e Maradona in contemporanea.

Michele era così formiano che una volta in Senato stava in commissioni lavori pubblici entro’ in ritardo ad una riunione e c’era un collega che parlava di pedemontana. Michele si prese la scena per il bisogno di Formia di uscire dal tappo stradale in cui vive, si accalorò, sostenne le sue ragioni… era un fiume in piena. Solo dopo un po’ un suo collega gli fece presente che si parlava della pedemontana, ma quella di Brescia.

Era per lui sangue vero la democrazia. La sua vicenda politica incappò nel “golpe” di criminalizzare la politica, si ostinò e vinse per ostinazione affermando il primato della politica
In Provincia lunedì, alle 12, gli intitoleranno la sala delle commissioni nell’ anniversario della morte, credo sia giusto lì dove la sua voce riempiva gli spazi. Della sua politica concordo quasi nulla ma devo ammettere che conosceva il mondo, e ci sapeva stare. Siamo stati, se posso dirlo, amici di lunghe chiacchierate, altrettante litigate ma entrambi vivi di quella passione che in lui era far politica, in me raccontarla.

Ringrazio Aldo, il figlio, che mi ha mandato l’invito ricordando la mia frequentazione dialettica con il padre. Michele Forte non è stato mai banale.