La sinistra giusta e buona delle flottiglie, della superiorità etica che vede vincere: la Palestina non è il Vietnam
30 Settembre 2025Seguo, con dolore, le vicende della sinistra italiana nelle cui fila nasce la mia militanza.
Non ho pentimenti o rancori ma certo ho dolore per l’ integralismo che ha assunto questa mia parte. A sinistra non si discute mai ma si conferma, la versione cattocomunista ha preso il sopravvento e conta sempre di più la moda quanto conta meno la sostanza.
A sinistra non si discute più ma ci si conferma nella convinzione di essere, non solo meglio, ma unici depositari del “giusto”. La sinistra si pensa più intelligente, più colta, più buona, più giusta. Chi non la sceglie è “stupido”, “ignorante”, “figlio di un dio minore”, “cattivo”.
Sono sempre stato eterodosso dentro questo mondo sulla questione della Palestina in favore di Israele. La sinistra corretta ha armato una mobilitazione, con tanto di scioperi nazionali, e di bandiere ovunque sulla difesa dei palestinesi, senza dubbi. Pensando che fosse un nuovo corso della storia, una ripetizione di quanto era avvenuto con il Vietnam.
Certo hanno fatto bene se ci credono, ma il nodo è che pensavamo che su questo argomento avrebbero vinto le elezioni. Matteo Ricci, candidato della sinistra alla presidenza della Regione Marche, girava con la bandiera di Palestina, rivendicava un referendum per Gaza. Chi non sta con noi è con Israele e la sua cattiveria (hanno pur sempre ucciso Cristo e possiamo stare ancora un pò incazzati, per dirla alla Marchese del Grillo.
Senza dubbio alcuno, vuoi che tutti i buoni delle Marche non fossero con gli argomenti dei pro-pal.
Francesco Acquaroli, candidato della Destra, era già considerato morto e complice di efferatezze contro l’ umanità.
Ebbene, Ricci sostenuto da 19 movimenti, da tutti gli intellettuali corretti, dalla leninista conoscenza del corso della storia, dai preti, “ha visto vincere”.
Hanno vinto gli altri, quelli che chiedono alla flottiglia di non giocare, quelli che hanno il dubbio che forse Israele ha qualche ragione.
La sinistra ha contato gli urlanti, talvolta violenti, nelle piazze e non i silenti che si facevano una opinione nel dubbio che non sia la ragione a senso unico.
Così vanno le cose quando deliri di ideologia e non hai l’umiltà.


