Il sionista nell’ infanzia perduta

Il sionista nell’ infanzia perduta

17 Ottobre 2025 0 Di Lidano Grassucci

Partecipo ad un convegno sul disagio giovanile, anzi lo organizzo, insieme al consigliere comunale di Forza Italia Peppe Coriddi (a chi riconosco un coraggio non consueto in una pavida citta’) a Maurizio Guercio al Circolo Cittadino di Latina. Intervengono: Monica Sansoni, garante per l’ infanzia della Regione Lazio; l’ avvocato Pasquale Lattari; la psicologa Erika Vitali; la neuro psichiatra infantile della Asl di Latina, Francesca Fiorello.

Modero e dico la mia anche io davanti ad un pubblico interessato e attento. Si cerca di capire il disagio di una generazione. Tutto qui e non mi pare poco.

Le foto e il resoconto del convegno vengono pubblicate su Fb da Maurizio Guercio. Nulla di più nulla di meno, parlavamo di disagio giovanile tra noi.

La reazione? I commenti sono stati: fate parlare quel sionista; quello è un assassino; bisognerebbe togliergli il diritto di parlare; si deve vergognare.

In genere non dico agli imbecilli che sono imbecilli perché non lo penso. Non penso sia giusto essere così imbecilli e infatti non lo dico che sono imbecilli per giustizia

Ma nel merito loro, che amano i tagliagola, che restano indifferenti alle morti politicamente scorrette (se muore un ebreo se l’è cercata, davanti ai santi di Hamas), debbono sapere che io non gli dico imbecilli perché non lo penso ma loro mi dicono sionista dicendo il vero. Sono sionista, qualcuno si è spinto pure a dirmi ebreo ma non posso dirlo essendo cristiano per educazione e senza dio per scelta,  e non millanto “titoli”, perché ritengo che il popolo di Israele abbia diritto al suo stato. Sono sionista perché quella idea di Patria si bella e perduta parlava di Israele ma per dire della mia Patria italiana, che era bella e perduta eguale eguale. Debbo questa Patria mia alla dignità di quel sogno degli ebrei erranti così simile a quello degli italiani negati e relegati a espressione geografia. Per questo sono orgoglioso di quell’ appellativo che definisce una scelta. Questo non mi fa meglio di alcuno ma neanche peggio di qualche altro. Io parlo di ogni cosa che è diritto di ogni libero e non dirò che chi mi offende è imbecille, complice dei tagliagole di Hamas perché non lo penso.
Ergo? Dirò la mia e se qualcuno se ne dispiace mi dispiaccio con lui di lui.
Sì sono sionista.