Un finestrino nella tragedia degli ebrei europei, la storia di Kurt Rosenberg
20 Ottobre 2025Il mondo da un finestrino. Se ci pensate il mondo ci passa da una finestra o di casa o di viaggio. Perché presentiamo questo libro? Semplice per tornare umani in un mondo di disumane parole, di ritorno all’ odio degli ebrei che osano in questo tempo di pensiero debole di avere azioni forti, armate. Da un finestrino da cui guardare il mondo o fuggire dal destino e entrare nel mondo. Ugo Rosenberg parla del padre Kurt fuggito da un treno di deportati ebrei polacchi dai russi da cui andare via, via ed è questione di vita o di morte. Qui i cattivi sono europei, russi, tedeschi, italiani e anche i buoni hanno la stessa storia. Corre Kurt come il personaggio di Forrest Gump, corre. Il destino sta in una Europa disumana, perché l’ ebreo non era più umano ma preda di orchi e gli orchi erano tutti. Il libro non si legge, si vive. A chi non è mai toccato pensare di buttarsi dalla finestra e fuggire via, se poi dietro hai la morte il pensiero è provare a vivere. Badate questo è il pensiero degli ebrei, di tutti gli ebrei dopo l’ olocausto, provare a vivere e per farlo devi combattere per quanto non lo hai fatto quando era tragedia.
La faccia del soldato russo che non vede la fuga dal finestrino è somigliante a quanti non si chiedono dell’ ordine ma tacciono pensando che le vittime in fondo lo meritano. Ho avuto freddo a leggere la storia di Kurt, fa freddo in queste storie e mi capita in parallelo il racconto di un padre ebreo romano a cui fu uccisa la figlia dai tedeschi dopo il rastrellamento del ghetto, aveva 5 anni, lo salutò con la mano quando li divisero, poi più niente. Lui testimoniò che era morto quel giorno vivendo tanti altri giorni che segnarono, uno ad uno, l’ agonia della sua morte.
Abbiamo il dovere di essere non esenti dall’ orrore e di vergognarci di fare paragoni per salvare cattive coscienze. Sì, mi fanno schifo i “paragonatori” che si sono già perdonata la condanna della storia dicendo “sono cattivi e se la cercano, gli assassinati dipinti da assassini”
Sono tempi di vergogna. Non sono ebreo ma cristiano, conosco il perdono, conosco la misericordia ma non posso perdonare il mio popolo di aver fatto quello che abbiamo fatto e quello che ancora oggi facciamo. Non sono la guardia che non vede ma la guardia che spara al carnefice anche quando si veste da sacerdote della religione dell’ odio.
Appuntamento giovedì 23 ottobre, alle 17, Circolo cittadino di Latina con l’ autore Ugo Rosenberg, introduce Giusi Pesce. Intervengono Irene Baratta, Lidano Grassucci presidente associazione “una scelta per Davide, Latina amica di Israele”


