San Tommaso, Moravia e Tiziano Ferro il suono scovato nel silenzio di… Latina
27 Ottobre 2025Il cielo è plumbeo, il posto incantevole. Ma che dico: mi accolgono un cavallo e un gruppo di bufale, che luogo.

Il cielo è plumbeo, il posto incantevole. Ma che dico: mi accolgono un cavallo e un gruppo di bufale, che luogo.
Sono a Fogliano è pomeriggio sospeso, cambierà anche l’ orario, mi sento così. Debbo fare il filo di un racconto alla Polifonica pontina diretta dal maestro Cristiano Accardi, un coro.
Il maestro si raccomanda: eseguiamo brani. Sottintendere che il coro è il coro e canterà lodi a Dio in latino nel canto gregoriano. I testi? Intorno al corpus domini sono di San Tommaso. Vi par poco? Non solo ma il tema mischia Albero Moravia con San Tommaso, il canto delle odi al Signore con Tiziano Ferro. Mi sento dentro una follia, come una maionese che non so come uscirà: buona o impazzita.
La sala è quella dell’ ornitologia di Fogliano, il coro in nero è elegantissimo, io meno ma con cravatta verde per sperare.

Premessa di Carlo Carturan che ringrazia e spiega, ma forse c’è poco da spiegare e la sala è piena. Ora che faccio, sono oggi un teatrante abusivo, uno che scrive e deve parlare
Lauda Sion salvatorem … Si parte, che brividi si canta dentro i riti del corpo di Cristo.
Poi … Ci sarebbe l’ inno a Latina di Tiziano Ferro, ma parto a raccontare.
Moravia diceva che questo era il posto del “silenzio” e cercherò di confutare la tesi (o confermarla?). Chiedo agli astanti di seguirmi a cercare i rumori che Moravia non aveva sentito, di essere non cani da tartufo ma cani da “rumore”.

Non ci posso credere, stanno tutti muti, ascoltano, sono curiosi. Gli parlo di San Lidano che fa tacere le rane, miracolo che lo farà santo. Chiamo Mario e Vittoria Severin a cantare Latina di Tiziano Ferro spiegando che i posti ti lasciano i suoi anche inconsapevolmente e, forse, dentro anche Tiziano Ferro sapeva di rane e canti gregoriani.
Cantano i Severin, qualcuno tra il pubblico piange.
La canzone finisce su Latina e allora spiego questa Africa a due passi da Roma che riesce a smentire, confermandolo, il grande Moravia
Tocca al coro “O salutaris hostia”. E tutto si fa mistico nel credere che il corpo e il sangue di Cristo torni tra noi.
Tempo di aggiungere a San Tommaso, a Moravia, a San Lidano a Tiziano Ferro il silenzio dell’ energia infinita nell’ infinito piccolo dell’ atomo. Una tappa nel mondo magico non di Dio ma della tecnologia che è magia di cambiare il mondo. Arrivano i versi di Roversi per Lucio Dalla sul motore del 2000 “silenzioso e lucente, un motore delicato”
Il coro intona il Pange Lingua
Brividi, il pubblico è fermo come bloccato da Storia accavallate e dalla bellezza del canto a Dio.
Io? Non so cosa sarà di me.
Parlo di Dakar e delle dune di Sabaudia, di Circe e del suo monte che a Dakar non ci sono e cito Francesco De Gregori che canta “Latina grande città del nord”. Ulisse, Circe, la Regina Camilla, Ninfa, la Mater Matuta… Che rumore che confusione sotto il cielo del piano che era così umano che anche i porci sono, erano marinai, vittime di un grande amore.
Le bonifiche, i papi, Leonardo e il coro parte con il Adoro te devote.
Poi il rumore, il canto, la storia cresce: grandi idrovore sono ascensori di acqua e…
Gli astanti capiscono che questo mondo c’è sempre stato che ha un gran rumore, che ha il sapore di mare e l’ Appia ha visto Paolo Di Tarso fondare la religione di Dio nella misericordia della salvezza
Termino qui, poi vengono Renzo Scalco e Fausto Furlanetto a dire del loro coro per il borgo di cui sono parte. Sono sfinito, difficile dire che il mondo è fatto a wafer, ha strati di vaniglia e cioccolato intervallati da cialda e quando mordi è tutto un sapore.
Non so se ho fatto bene o male ma dedico il fatto, comunque sia, a Mauro Carturan mio amico e a mia zia Maria Bergamin che “gavaria ditto, che se anca El coro de Sabotino, che beezza Lilli”.



