Un pezzo che non dice niente
28 Ottobre 2025Sto con mio “fratello Damiano” al bar, al Circolo cittadino, c’è aria di ottobre a finire, di autunno che è bambino. Siamo qui, lo slargo è vasto. Parliamo del senso di stare qui, arriva uno che parcheggia come viene è Maurizio Galardo, c’è consiglio comunale. Noi non avremmo nulla da dire in quel consesso, siamo eroi pigri, anzi antieroi attivi, siamo l’ incidente della storia, siamo un accidente. Nulla è andato per il suo verso ma certo abbiamo vissuto una vita inversa. La gente va di fretta ed è rada, noi l’ abbiamo presa piano. Diventammo cacciatori di lumache convinti della loro lentezza, diventammo cacciatori di funghi che sono più stanziali. Siamo l’ errore di chi comincio indietro e non si prese la briga di darsi da fare. Non abbiamo dato molto al mondo per coltivare il nostro. Dice, da grande farò l’ astronauta, io libererò dal giogo del cattivo fanciulle in Africa, in Asia. Noi no, dovevamo restare nelle catene della nostra pigrizia. Ma siamo ancora qui a guardare la piazza dal livello del bar. Passano auto giganti a noi sembrano camioncini della Om, e non invidiamo.
Dici ma… Poteva andare peggio e potevamo non arrivare qui senza nulla da fare.
“Prendila come viene, prendila come va” diceva Francesco De Gregori e per questo siamo qua. I ragazzini diranno di due vecchi al bar, non immaginano neanche che eravamo così come loro nel tempo nostro.
Le auto cambiano i parcheggi, la gente cambia lo scenario e così è tempo ordinario. Ma questo pezzo che vuole dire? Niente perché non c’è niente da capire


