L’ economia degli alberi per salvare Latina
8 Novembre 2025Questa nostra terra è non nostra ma degli alberi. Sì, qui dominavano le grandi querce, qui c’era una selva che da Roma arrivava a Caserta e non c’era spazio per altro, verde e verde. Per “cacciare” le querce arrivarono dall’ Australia gli eucalipti che bevevano acqua e fermavano il vento anche loro grandi. I pini segnavano i viaggi sulle strade romane che spezzavano la foresta, l’Appia dei romani, l’Appia dei cristiani, dei pellegrini, dei crociati
Una foresta che andando verso monte si faceva ulivo secolare, un albero che di grandezza ha il tempo mentre querce ed eucalipti puntano al cielo. Le palme segnano il confine di terra e mare saracene sentinelle.
Ricordo degli alberi per via del fatto che dove c’erano alberi forse il futuro sta proprio qui, negli alberi da ripiantumare, da rimettere in fila contro il sole, contro il vento, anzi a favore della foresta dentro cui abbiamo fatto città. Ne parleremo il 12 novembre al circolo cittadino di Latina con chi gli alberi li sta curando, riportando, li sta proponendo.
Ne parleremo con Antonio Aumenta degli omonimi vivai, con Lauro Marchetti il padre di Ninfa, la sua anima, Giorgio De Marchis direttore del parco degli Aurunci che gestisce il vivaio della Regione, Maurizio Guercio di Anima Latina ed io. Ne parleremo per evitare una pianura calva, una piana senza ombra, una città che con cemento e asfalto si fa “bruciatore” del vivere


