America, sovrappesa e multiculturale. Trump: immigrati grassi no!
2 Dicembre 2025È curioso come nel dibattito pubblico si parli di tutto tranne che del fatto più evidente della nostra epoca: i giovani stanno diventando più deboli. Non è un insulto, è un dato. Negli ultimi anni vari studi stanno registrando una diminuzione della densità ossea e della forza muscolare nelle nuove generazioni, un fenomeno che nasce da due fattori combinati: alimentazione ultra-processata, piena di zuccheri e grassi scadenti, e uno stile di vita sempre più sedentario. Passiamo dalla scuola alla sedia del computer e poi al telefono sul letto, mentre la vitamina D scarseggia e l’attività fisica è diventata un optional. È il risultato di una cultura che ti vende calorie vuote come se fossero cibo e ti convince che muoverti sia un hobby da fissati, fascisti, estremisti… In questo contesto arriva Trump che, con la sua solita teatralità, se ne esce dicendo che gli “immigrati grassi non avranno il visto”, frase che ovviamente è stata interpretata come provocazione politica ma che fotografa comunque un nervo scoperto: l’ossessione americana per il peso come misura morale. Il paradosso è che mentre la società discute di slogan, tweet e provocazioni, la realtà biologica va avanti da sola: corpi più fragili, muscoli meno sviluppati, ossa meno resistenti e un’intera generazione che rischia di invecchiare male prima ancora di diventare adulta. La soluzione è riconoscere che la salute pubblica sta crollando proprio perché abbiamo sostituito cibo vero e movimento con un’esistenza fatta di zuccheri, schermi e sedentarietà strutturale. Ulteriori considerazioni vanno appuntate: la persona in sovrappeso è un peso per la società. Lo dimostra il fatto che negli Stati Uniti una parte enorme dei food stamps finisce in soda e cibo spazzatura, trasformando un programma nato per sostenere le famiglie in un sussidio involontario all’industria dello zucchero.


