Cras-Montana, 40 dolori e l’anno non era buono
4 Gennaio 2026Questo articolo non giudica quel che c’è da giudicare, non nega le responsabilità di chi è stato irresponsabile violando le norme ma prima violando la legge morale che abbiamo dentro per dirla con Kant. Racconta di un punto di vista di chi non ha più vita e ne aveva da vendere.
Non ho osato parlare della tragedia di Cras-Montana in Svizzera. Certo, parlano in molti, si cerca di spiegare come si fa qualcosa che non si è fatto. Sta di fatto che 40 ragazzi non ci sono più ed erano andati ad una festa, altre decine soffrono ora e per sempre.
Facile dire che se non fossero andati, se ciascuno avesse fatto quel che non ha fatto. Siamo umani e facciamo cose che forse si potevano evitare, si poteva evitare la festa… ma così avremmo evitato la vita. Andare ad una festa è cosa ordinaria banale, è voglia sociale di vivere con altri e non di morire da soli ma nello stesso posto.
Intorno a 20 anni ti senti immortale, e l’allegria di una festa è il contrario di ogni paura. Posso continuare con le cose stupide che si fanno da ragazzi, ma tra queste non c’è certo andare ad una festa che è finanche banale.
Ho fatto la Pontina contromano a fari spenti con Enzino che cantava. A 20 anni si è stupidi davvero, ma questi ragazzi non erano audaci, incoscienti come noi, volevano solo dire buon anno. Speravano nel 2026 delle cose perdute nel 2025. Erano ad una banale, sicura, allegra festa di capodanno. Una festa con la musica, i trenini, lo spumante e qualcuno a investire parole per un primo bacio che poi sarebbe stato per sempre.
Tra un anno saranno le famiglie, gli amici a piangere ancora e al tg un inviato dirà parole dovute, due minuti. Poi zoom sulla chiesa e il sacerdote dirà il suo. Così, ma per 40 ragazzi, i genitori la vita è finita lì, le colpe? Sono morti, avevano neanche 20 anni.
Ora mi taccio anche io, che dire… Chissà questi ragazzi avrebbero potuto fare gli astronauti, diventare gli inventori di un modo per capire i gatti, per estrarre l’ acqua dal vino o semplicemente erano destinati a baciare, a baciarsi. Era una festa, si auguravano domani, sono rimasti in un eterno ieri e i genitori sospesi per sempre in una non vita.


