Ciao Graziella, porta i miei saluti a Piero
2 Febbraio 2026Ma a me sembra una Maremma amara:
l’uccello che ci va perde la penna.
Io ci ho perduto una persona cara.
Maremma amara
Nella vita incontri persone che insegnano e altre che ti accompagnano.
Io venivo da una terra dove tutto aveva lo stesso colore, come se la vita fosse disgrazia e non scoperta.
Piero Abbenda è stato il primo “borghese” che ho conosciuto, e con lui sua moglie, Graziella Di Girolamo.
Il loro mondo era fatto di viaggi, curiosità, relazioni, di parole dette sottovoce. Entrare nella loro casa era come entrare in un mondo mite, lontano dal mio mondo di ansie.
Piero mi ha sostenuto, insieme ad altri amici, in scelte forse per me esagerate, ma lo ha fatto sempre con mitezza e generosità.
Oggi se n’è andata anche Graziella. Piero lo aveva fatto prima.
Se n’è andata con il senso di un saluto, senza rumore. Parole piccole, pronunciate sempre sottovoce.
Bisogna saper sentire i messaggi: Graziella e Piero non mi hanno mai fatto sentire solo quando iniziavo questo lavoro. Mi ascoltavano, mi commentavano, senza mai — dico mai — smettere di essere curiosi dei viaggi lontani e delle mie piccole storie, perse tra la nostra Sezze abbandonata e una Latina che non ci ha mai accolto del tutto. Latina la nostra Maremma.
Graziella parlava piano, sapeva ascoltare e non aveva giudizi, né pregiudizi.
Con Piero condivideva anche la solidarietà nel cercare il bello, e lei aveva un’eleganza innata.
Così un altro pezzo della mia avventura in questo mondo se ne va, discretamente, da borghese, da chi al mondo ha saputo starci.
Ciao Graziella. Ora, con Piero, tornerete a viaggiare in quel mondo che mi avete insegnato a vivere.

