Referendum: la difesa non sopra ma mai sotto.

Referendum: la difesa non sopra ma mai sotto.

1 Febbraio 2026 0 Di Lidano Grassucci

Voterò sì, senza alcun dubbio.
Perché sono figlio dell’habeas corpus e del percorso di civiltà che limita l’arbitrio possibile del Signore di turno, per garantire il villano che creava disturbo.
“Che tu abbia il corpo”, che prima non era. Il giudice terzo tra potere e villano, il giudice giudicante garanzia per chi non aveva diritti non nuovo potere .
Voto sì da socialista, perché il reo, fosse pure Caino con le mani sporche di sangue, ha diritto di essere giudicato da chi sta con i giusti e non contempla il torto. Perche’ lo diceva Giuliano Vassalli che cambiò il processo per le garanzie di Abele e Caino non per la punizione divina.
Chi accusa deve essere pari a chi difende, e chi giudica deve essere lontano dal primo e dal secondo, non “sodale” di una delle parti.
Allargare i diritti della difesa è ridimensionare il leviatano del potere, dello Stato. Sono quindi per correre con chi accusa con almeno la mancanza del dubbio che davanti io abbia un muro continuo e non due edifici distinti.
E la politica e i governi non entrano nella partita, perché parliamo di civiltà giuridica. I magistrati possono togliere l’unica cosa che vale più della vita stessa: la libertà. Questa loro possibilità deve avere l’onere di non lasciare mai il dubbio della parzialità.
Voto sì anche perché non amo le corporazioni e i poteri dello Stato divisi per tre e, anche dentro i tre, divisi per mille.
Sono per il sì, perché Caino o Abele non debbano avere dubbi che la decisione sia equa e non frutto di solidarietà di casta.
Sì, voglio non aver timore del leviatano che giudica sodale con chi accusa: la difesa non sopra, ma mai sotto.