Il mio sì e Marcello Pera a Latina
16 Febbraio 2026Che al referendum si possa votare no è legittimo, e credo che possano esistere — forse — anche delle ragioni.
Ma esiste un limite interpretativo che non può essere superato dalla fantasia, né da congiure immaginarie: novelli zar, Savi di Sion, poteri oscuri evocati come spiegazione di tutto.
Si è per il sì se si guarda il mondo dalla parte della libertà del cittadino.
Si è per il no se si ritiene che l’onestà appartenga esclusivamente a un “noi” e sia esclusa dagli altri.
Dire che la riforma della separazione delle carriere sia figlia della P2, di Gelli o di poteri forti animati da Mefistofele non è un argomento: è fantasia.
Credo piuttosto che ciascuno di noi non debba “ritenersi assolto”, ma domandarsi: se capitasse a me?
Se capitasse a me, vorrei un accusatore acuto davanti al mio avvocato intelligente, perché dal confronto tra le loro argomentazioni il giudice possa davvero giudicare.
Non congiure, dunque, ma un modo di sentire la giustizia.
Da noi spesso si pretende che qualcuno “assolva i peccati del mondo”: non si verifica se ci siano, al massimo li si abbuona per gentile concessione — e tuttavia il peccato resta.
“Pentitevi, razza di vipere”, dice Giovanni Battista: siamo tutti potenzialmente rei, e proprio per questo nessuno può ergersi a misura definitiva del bene.
Quando esistono depositari morali del bene e del male, chierichetti pronti a genuflettersi e nostalgie di paradisi dei giusti con il dissenso confinato nei gulag, nasce l’avversione al liberalismo.
Il liberalismo non assolve a priori e non condanna in anticipo: cerca di capire il vivere umano.
Nessuno è salvo per definizione, nessuno è colpevole per natura: tutti siamo giudicabili, proprio perché tutti viviamo.
Così il referendum sulla separazione delle carriere non è un complotto, ma la distinzione tra due modi di vedere la giustizia:
conta la libertà dell’individuo o la comunità che giudica?
Naturalmente sono di parte: sono per il Sì.
E questo è il ragionamento che mi porta a esserlo.
Delle ragioni del Sì si parlerà domani al Circolo cittadino di Latina, alle 17.30, insieme a Renato Archidiacono e a Marcello Pera, presidente emerito del Senato. Porterà i suoi saluti il senatore e presidente della Commissione Finanze Nicola Calandrini.
L’iniziativa è promossa dal Comitato Sì Latina, costituito da cittadini e professionisti a sostegno della riforma sulla separazione delle carriere


